Dom. 05 Feb. 2023
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Silvia Sardone: chi è la rottamatrice di Forza Italia

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Ballarò, La Zanzara, Radio24. E poi tutti i maggiori quotidiani italiani. Ma anche i giornali locali (come si vede dalla foto di copertina del periodico free press di Sesto, Il Gazzettino Metropolitano). La sestese Silvia Sardone, segretaria della sezione cittadina di Forza Italia e consigliere di Zona 2 a Milano, è il volto femminile del momento. Almeno per quanto riguarda il mondo della politica, ma non solo quella locale. Le sue ultime dichiarazioni a proposito di una possibile chiamata alla poltrona di primo cittadino del capoluogo meneghino hanno lasciato il segno; ma è da qualche settimana che la Sardone è diventata un fenomeno politico e mediatico.

Ma chi è la possibile candidata alla carica di sindaco di Milano? Lei si presenta così nel suo blog: “Sono nata il giorno di Natale del 1982, anno in cui l’Italia ha vinto i mondiali di calcio. Vivo nella periferia di Milano, del resto non potrei permettermi di abitare in un altro posto”.

Compagna di Roberto Di Stefano, capogruppo di Forza Italia nel consiglio comunale di Sesto San Giovanni (già amministratore delegato di Bic La Fucina, società partecipata dal Comune e dalla Provincia), Silvia Sardone ha due figli, una laurea in Griurisprudenza a pieni voti in Bocconi, un dottorato di ricerca e sta per concludere un master. Continua a ripetere, come un mantra, che ama fare “politica dal basso”, ma la sua ascesa politica recente è cominciata a novembre, quando finì tra le grazie di Silvio Berlusconi. Si conobbero in occasione di un pranzo in una delle ville del cavaliere, insieme ad altri giovani del partito. Pare che da allora Berlusconi abbia deciso di puntare su di lei. E così sono cominciate le sue picconate in stile “rottamatrice” nei confronti dei dirigenti di Forza Italia accusati di aver portato al declino il partito. Per questo si è beccata anche i complimenti, via Twitter, di Vittorio Feltri.

Volto nuovo, certo, ma a ben guardare il suo nome prima di entrare nella ribalta mediatica odierna era finito più volte nel turbinio delle polemiche politiche e quindi giornalistiche. Prima per essere stata nominata presidente di Afol Milano nel settembre 2012 da Guido Podestà, dopo essere stata nel cda dell’ente dal 2010 (l’Agenzia di formazione e orientamento al lavoro finita sotto accusa da parte della Corte dei Conti per le assunzioni e le consulenze “fuori controllo”). E poi, due anni dopo, per essere stata assunta da Serravalle con un contratto a tempo indeterminato da impiegato nel settore Risorse umane. In questo caso il suo nome è finito nella lista di assunzioni e consulenze “last minute” che Podestà fece poco prima di decadere dalla carica di presidente dell’ente provinciale. Allora Serravalle era una società controllata proprio da Palazzo Isimbardi: ecco perché sull’assunzione della Sardone si sono scatenate le critiche del quotidiano “Repubblica” e di altri organi di stampa italiana. “Afol è un incarico politico a costo zero, in Serravalle invece ho partecipato a una selezione pubblica”, si difese e si difende così tutt’ora Silvia Sardone. Le stesse critiche le ricevette in passato anche il compagno Di Stefano che venne duramente attaccato quando fu nominato ad di Bic La Fucina pur mantenendo la carica di consigliere comunale.

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