Sab. 02 Mar. 2024
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La parrocchia di Santo Stefano festeggia don Giovanni

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Cinquant’anni di sacerdozio. Cinquant’anni di servizio, dei quali sedici a Sesto. Domenica, nella basilica di Santo Stefano, si è festeggiato il traguardo di una vita di don Giovanni Brigatti, parroco e prevosto cittadino.

Dopo la celebrazione di questa estate, nell’anniversario ufficiale dell’ordinazione, avvenuta il 27 giugno 1964, i suoi parrocchiani hanno voluto festeggiarlo ancora, nell’ambito delle settimane dedicate alla festa dell’oratorio. La messa in una basilica gremita, e poi il pranzo tutti insieme con il brindisi e la torta, per ringraziarlo di questi anni.

(nella foto in alto, il selfie con i ragazzi dell’oratorio)

don giovanni brigattiNella sua omelia, don Giovanni ha ringraziato la comunità per l’affetto e la vicinanza e commentando il Vangelo del giorno, si è accostato a quel “servo inutile” di cui si parla nella Bibbia, “inutile” in quanto disinteressato a ricavarne un bene per se stesso.

“In questi 50 anni – ha detto il prevosto – un po’ utile penso di esserlo stato, ma l’ho fatto cercando di fare il bene  senza cercare una ricompensa materiale. Non mi vanto, perché solo quello che dovevo fare, seguire il Vangelo. Tutto quello che ho fatto lo dovevo fare, anzi: magari non l’ho fatto abbastanza o come avrei dovuto”.

Don Giovanni ha avuto l’onere in questi anni di accompagnare l’ex Stalingrado di Italia in una nuova fase della sua storia, successiva all’epica esperienza operaia. In tempi recenti non si è tirato indietro dal prendere posizione di fronte alle sfide del presente e del futuro, in primo luogo la crisi, economica e di valori, e la convivenza con  altre religioni.

Entrato ormai nel suo 75esimo anno di età, si appresta ora a entrare anche in una nuova fase del suo Ministero, dato che normalmente a questa età i preti vanno in pensione e anche don Giovanni ha annunciato che a breve inizierà la procedura delle dimissioni dalla carica di parroco e  di decano.

Anche in questo passaggio della sua vita, il prevosto di Sesto ha detto di conservare grande tranquillità. Nella sua omelia, dopo aver citato Freud e i complessi causati dalla rimozione delle azioni negative che le persone compiono, ha spiegato: “Il mio segreto di grande spensieratezza è stata in questi anni la confessione, che ci permette di tirare fuori il male che abbiamo dentro. I mali li ho, i peccati li faccio, ma non tengo nulla per me. Li consrgno a Gesù. Ecco il segreto che mi ha condotto in questi anni e mi ha permesso di essere sereni e di esserlo tuttora”.

don giovanni brigatti

Come regalo per tutti questi anni insieme, i parrocchiani hanno voluto ringraziare don Giovanni con un opuscolo che raccoglie diverse testimonianze (clicca sul link in basso per scaricarlo). Dall’ex sindaco Giorgio Oldrini, alla preside della scuola Santa Caterina, dall’architetto con cui il parroco ha portato avanti la ristrutturazione della basilica e della chiesetta dell’Assunta all’ex parroco della San Giuseppe.

Da questi testi, raccolti in un opuscolo realizzato in collaborazione con Nordmilano24, emerge il ritratto di questo grande lavoratore, amante dell’arte e del Bello come via per arrivare a Dio; con la sua tipica cordialità e accoglienza come impegno quotidiano e quel coraggio che l’hanno portato ad affrontare anche temi delicati come la moschea a Sesto, le guerre internazionali o i mutamenti del costume e della società, che pongono nuove sfide anche in ambito educativo e pastorale.

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don giovanni brigatti

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