Ven. 02 Dic. 2022
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“Sesto pattumiera d’Italia”, i timori della Lega per l’inceneritore

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI – [/textmarker]Il forno inceneritore di Sesto San Giovanni, da anni contestato e per il quale è stata chiesta più volte la chiusura, potrebbe aumentare la sua atività del 30% per bruciare i rifiuti che arrivano da fuori Regione. A suonare il campanello d’allarme è il consigliere regionale della Lega Nord Jari Colla che dice: “Con il cosiddetto decreto Sblocca Italia il Governo condanna Milano e la Lombardia a trasformarsi nella pattumiera d’Italia, nonostante la contrarietà della Regione. Le disposizioni presenti nel decreto infatti – prosegue l’esponente del Carroccio – obbligano alla razionalizzazione gli inceneritori presenti sul territorio. Tradotto: gli impianti lombardi dovranno lavorare a pieno regime e in particolare per quelli di Sesto San Giovanni e Trezzo sull’Adda significherà bruciare fino al 30% di rifiuti in più rispetto alla portata attuale.

La decisione che secondo Jari Colla peserà sulla Lombardia e su Sesto San Giovanni, arriva nel momento in cui il Comune di Sesto San Giovanni è chiamato a decidere del futuro del forno inceneritore. Non è un mistero che nel Pd e in Sel (il presidente della società pubblica che lo gestisce, il Core, è un esponente di Sel, ci sia chi da sempre spinge per salvare e potenziare le attività del forno.

“Con questo provvedimento di fatto lo Stato penalizza le realtà virtuose che operano la raccolta differenziata da lungo tempo e incentiva invece il malcostume di coloro che fino a oggi se ne sono sempre fregati. Inutile girarci attorno, si tratta dell’ennesimo maleodorante cadeau da parte del Governo Renzi; un regalino alla Lombardia che andrà a concretizzarsi in ultima istanza nell’obbligo per il territorio di accollarsi tutta la monnezza proveniente dalle solite regioni, Campania in primis. Senza contare poi le conseguenze nocive sul piano ambientale e paesaggistico dovute al forzato aumento dei fumi fino al 30% in più.”

“In tutto ciò lascia basiti la spensieratezza con cui il Partito democratico si è riempito la bocca fino ad oggi con proclami inneggianti l’ecosostenibilità, la raccolta differenziata e la tutela della salute dei cittadini. Fa specie infatti che questo provvedimento provenga proprio da loro, gli stessi signori che per anni sul territorio hanno scaldato i vari movimenti ambientalisti, naturalmente per ragioni puramente elettorali, ma che poi al governo del Paese non si sono fatti scrupoli, sotto il cappello dell’ambigua dicitura delle “opere di interesse strategico nazionale”, a porre le basi per inondare Milano e la Lombardia – chiosa Jari Colla – con tonnellate su tonnellate di spazzatura provenienti da quelle Regioni che dopo 30 anni ancora non hanno imparato le basi minime per iniziare a fare la raccolta differenziata.”

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