Lun. 22 Apr. 2024
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Museo di Fotografia: futuro a rischio. Gasparini interroga il Ministro

[textmarker color=”E63631″]CINISELLO BALSAMO[/textmarker] – Con l’approssimarsi delle elezioni per la nascita del Consiglio Metropolitano e la costituzione della Città Metropolitana, cresce anche l’ansia e la preoccupazione per le sorti del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo. Dodici i lavoratori che quotidianamente animano il MuFoCo e che da qualche settimana sono tornati a farsi sentire: “Si contano tre dipendenti mentre gli altri hanno modalità contrattuali varie, a progetto oppure a partita iva – spiega Maurizio Crippa della Cgil -. I lavoratori vogliono qualche certezza in più perché al momento c’è incertezza totale sugli sviluppi di questa storia iniziata nel 2004. Quello che più spaventa è la mancanza di interlocutori: da tempo chiediamo un incontro con la Provincia e non siamo stati ascoltati”.

Chiusura, ridimensionamento, spostamento. In gioco non c’è solo l’avvenire dei dodici lavoratori che sono lì impegnati ma anche la proposta culturale del museo stesso, unico nel suo genere in tutto lo Stivale. L’arrivo della Città Metropolitana crea una situazione di “vuoto”. Da due anni infatti la Provincia di Milano non ha mantenuto fede al suo impegno e non versa i 400mila euro che si vanno a sommare al trasferimento comunale e che servono per tenere in vita il MuFoCo. “Adesso che la Provincia sta per chiudere a chi dobbiamo rivolgerci?”, chiedono i lavoratori di Cinisello Balsamo.

“Dal 1 gennaio 2015 la Città Metropolitana di Milano subentrerà alla Provincia di Milano nella Fondazione Museo della Fotografia, occorre evitare che in questa fase di passaggio non si butti a mare un patrimonio così importante per la cultura”, tuona Daniela Gasparini, parlamentare del Pd, già sindaco di Cinisello e assessore provinciale con delega alla Cultura. Protagonista della nascita del museo, la Gasparini ha rinnovato il suo impegno in Parlamento: “Il Museo è stato sostenuto dalla Città di Cinisello Balsamo come investimento di valore nazionale, ma se il Comune viene lasciato solo non può farsi carico di una struttura che per il suo valore e patrimonio, richiede investimenti e politiche di scala sovracomunale”. Ecco allora l’appello al ministro Franceschini e al sindaco di Milano Pisapia, futuro sindaco metropolitano. “Il Ministro Franceschini deve con coerenza verificare la situazione e garantire quanto con l’ordine del giorno approvato in Parlamento il Governo si era impegnato a fare, ma anche il Sindaco Pisapia e il Presidente Maroni debbono fare la loro parte e concordare con il Comune di Cinisello le azioni per salvaguardare un così importante patrimonio culturale. Per quanto mi riguarda e coerentemente con i passi già fatti, presenterò interrogazione urgente al Ministro”.

 

 

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