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Flash mob della polizia locale contro la sentenza dopo l’aggressione

Flash mob della polizia locale contro la sentenza dopo l’aggressione
agosto 16
11:13 2014

SESTO SAN GIOVANNI “Chi picchia una divisa non può indossare una divisa”.  Con questa frase gli agenti della polizia locale di Sesto vogliono manifestare tutta la loro delusione nei confronti della sentenza che condanna semplicemente ai servizi sociali la guardia giurata che ha aggredito due loro colleghi.

Per protestare hanno organizzato un flash mob insieme ad altri agenti provenienti da diversi Comuni lombardi. La manifestazione si terrà mercoledì 20 agosto a partire dalle 15. Dopo una riunione sindacale, dal Comando di via Volontari del Sangue sfileranno fino al palazzo comunale, dove sperano di incontrare l’amministrazione.

L’obiettivo è da una parte esprimere solidarietà nei confronti dei due agenti aggrediti, dall’altra il dissenso verso una sentenza che potrebbe riportare il 37enne responsabile dell’aggressione a vestire ancora la divisa di guardia giurata.

flashmob

L’aggressore non sa ancora se potrà riavere armi e porto d’armi per continuare a svolgere il suo lavoro. Dal tribunale di Monza non è stato disposto alcun provvedimento relativo alle armi, essendo possedute regolarmente dall’uomo e non essendo queste coinvolte nell’episodio in questione. Tuttavia sono state sequestrate nella perquisizione dell’appartamento e la prefettura dovrà decidere o meno un’eventuale sospensione del permesso per motivi di sicurezza.

“Oltre a questa sentenza inadeguata – dice Alessio Zarra, rappresentante del sindacato Sulpm – a livello generale protestiamo perché sia riconosciuto il ruolo della polizia locale. Per il 99% svolgiamo  le stesse competenze delle altre forze dell’ordine, ma se a un agente della polizia locale accade qualcosa, non esiste alcun riconoscimento di causa di servizio in favore della famiglia. In più, anche alla luce di quanto successo, chiediamo di poter riprendere la trattativa locale per la riorganizzazione del corpo”.

Un altro punto che l’episodio dell’aggressione ha riportato al centro del dibattito è il servizio in coppia. Con il flash mob gli agenti vogliono ribadire la necessità di essere almeno in due in servizio, una prassi che anche a Sesto è al centro di un dibattito che la mette in discussione.

(nella foto, due agenti preoccupati di fianco all’ambulanza che ha soccorso i colleghi)

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Autore

Jacopo Altobelli

Jacopo Altobelli

Fotogiornalista Nordmilano24.it

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