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Bilella si tradisce e cita le tracce di sangue sul pianale della Punto

[textmarker color=”E63631″]COLOGNO MONZESE[/textmarker] – “Come mai si è disfatto del pianale della sua auto?” hanno chiesto a Bilella gli inquirenti. “Presi la macchina e partii – avrebbe raccontato il custode di villa Adua accusato dell’omicidio della colognese Francesca Benetti – Poi mi ricordai di quelle tracce e tornai indietro”. Il sostituto procuratore a questo punto gli chiede di spiegare meglio che cosa intende dire. Lui aggiunge: “Sì, insomma, quelle tracce di cui si è parlato… che sono negli atti”. Il magistrato puntualizza: “Ma lei all’epoca come faceva a sapere che erano state trovate quelle macchie?”. Silenzio.

Potrebbe essere un vero passo falso quello di Antonino Bilella, proprio sul punto di quelle macchie sul pianale della sua Fiat Punto, che sono l’indizio più schiacciante della sua colpevolezza. La Procura di Grosseto del resto ne è certa: sarebbe stato lui ad uccidere la sua datrice di lavoro, Francesca Benetti, l’insegnante di Cologno che si era rifatta una nuova vita a Potassa, in Toscana. Il fattore 69enne ha sempre respinto al mittente le accuse. E manca il corpo della vittima, mai scoperto.

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