Dom. 24 Ott. 2021
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La città spera per Francesco, il benzinaio ferito

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – E’ il titolare del distributore di benzina del quartiere Restellone. E abita a pochi passi dall’area di servizio dove lavora, e dove ieri, nel pomeriggio più terribile, è stato sorpreso dall’aggressore. Francesco Saponara, 55 anni, è molto conosciuto a Sesto. Benvoluto, sempre disponibile e gentile. Si parla di lui come di una bravissima persona e un gran lavoratore. Ora sta lottando tra la vita e la morte all’ospedale San Gerardo di Monza. Martedì sera è stato sottoposto a un’operazione chirurgica, ma la prognosi rimane riservata.

 distributore sestoIeri pomeriggio Francesco si trovava da solo nel suo distributore Shell di viale Gramsci. Aveva aperto da poco, con lui nessun altro addetto, nemmeno la moglie, il figlio, il cognato o il fratello che spesso lo aiutano al lavoro. Quando a un tratto è arrivato il suo aggressore, Davide Frigatti, in preda alla follia.

A dare l’allarme è stato un cliente che, dopo aver fatto benzina, si è avvicinato al gabbiotto per pagare. Ha visto un lago di sangue e subito, in preda all’orrore, ha chiamato la polizia. Sul posto sono arrivate le pattuglie di agenti, l’ambulanza dell’Sos di Sesto e l’automedica. Le condizioni di Francesco sono apparse subito gravi. Era in una pozza di sangue, con due ferite al capo: una più lieve, al collo, e una più profonda, alla nuca. Ma respirava ancora. E’ stato medicato sul posto per circa mezz’ora e poi portato in codice rosso al San Gerardo, dove in serata è entrato in sala operatoria. Le sue condizioni erano gravi.

Sul piazzale dell’area di servizio è arrivata la polizia scientifica, per ricostruire quanto successo. I rilievi sono durati a lungo. Intanto si raccoglievano i parenti e gli amici del benzinaio. Anche tanti vicini, dato che abita proprio nei palazzoni vicini.
La città si stringe accanto alla famiglia di Francesco, incrociando le dita e facendo il tifo per questo benzinaio che era così ben conosciuto nel quartiere e non solo. Una battaglia  difficile, come se non fosse bastato vedersi la sua attività per mesi e mesi risucchiata dal cantiere della metropolitana. Ora anche questa aggressione, così semplice e assurda.

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