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Calcio 2.0, il rapporto con la tecnologia

Il progresso tecnologico rappresenta la chiave di lettura attraverso la quale interpretare le trasformazioni della vita quotidiana. Si tratta di evoluzioni che, in molti casi, emergono solo dandosi uno sguardo alle spalle, e valutando in retrospettiva come un determinato ambito sia risultato trasformato nel suo approcciarsi alle nuove tecnologie. Nuove tecnologie che, mai come in questi anni, si dimostrano capaci di relazionarsi con qualsiasi aspetto del quotidiano; lo sport, naturalmente, non ne è escluso. Per ragioni di maggior diffusione è inevitabile che gli impatti maggiori si vedano sul calcio, lo sport di massa per eccellenza: e in effetti, analizzando fenomeni in corso ormai da qualche tempo, ci si rende conto di come il mondo del pallone sia profondamente trasformato, tanto da rendere legittimo pensare di parlare di una vera e propria evoluzione del calcio.

Il primo aspetto a venire in considerazione, immancabilmente, non può che essere l’introduzione di strumenti tecnologici all’interno delle partite di calcio. Il VAR è l’esempio più ovvio ma possono esserne fatti numerosi altri, dalla goal line technology al GPS. Se la goal line è un esempio piuttosto immediato di tecnologia in campo, considerato come preveda l’utilizzo di telecamere ad alta risoluzione in grado di mappare tridimensionalmente il percorso del pallone e, di conseguenza, dirimere ogni possibile dubbio sul fatto che questo abbia o meno interamente superato la linea di porta, il GPS diventa utile principalmente nelle analisi di gara: il suo utilizzo consente infatti di evidenziare determinate porzioni del terreno di gioco, magari per sottolineare una loro particolare copertura generando delle vere e proprie heatmap, e di ottenere dati specifici sul singolo giocatore, come la distanza percorsa.

Va sottolineato come si tratti di innovazioni non sempre indolori, come dimostrato dalle sempre presenti polemiche sulle decisioni arbitrali prese anche con l’ausilio VAR; tuttavia si tratta di inserimenti che, in un modo o nell’altro, sono responsabili della profonda evoluzione tecnologica alla quale le partite sono andate incontro.

Altro contesto tecnologico, decisamente particolare, è quello ricoperto dal settore dei videogiochi. Anche nel calcio, come in molti altri sport, i videogiochi tematici sono diventati parte integrante delle competizioni sportive, approdando al concetto di eSports.
Nonostante le inevitabili resistenze, gradualmente superate fino a parlare di eSport in seno ai Giochi Olimpici, oggi questi sono una realtà solida e affermata, in grado di impattare notevolmente sul mondo del calcio. Le più importanti squadre di calcio europee hanno abbracciato con convinzione il fenomeno degli eSport, inserendo nel loro organico figure in grado di competere in questo nuovo terreno di gioco tutto virtuale: i videogiocatori sono considerabili a tutti gli effetti atleti, sebbene con delle specializzazioni molto differenti dall’idea tradizionale, e sono protagonisti nelle apposite leghe digitali, come le eSerieA. Non è un caso che il presidente della Lega Pro, negli scorsi mesi, abbia sostenuto che le competizioni di eSport dovrebbero rivestire in futuro un ruolo sempre maggiore nel panorama calcistico.

Impossibile parlare di nuove tecnologie senza citare le forme di comunicazione, social media su tutti: anche questi, a vario titolo, sono diventati ormai protagonisti nel mondo del pallone. La comunicazione digitale ha rilievo, prima di tutto, da un punto di vista personale: i vari calciatori interagiscono col loro seguito principalmente sui loro canali social, utilizzandoli per dare informazioni sia di carattere personale che sportivo. Basti pensare a come, negli scorsi mesi, molti calciatori abbiano pubblicato video attraverso i quali illustravano i loro allenamenti casalinghi; a comunicazioni alla tifoseria, come nel caso di Lukaku, rilasciate tramite social; o addirittura a vicende familiari che, come moderne telenovele, vivono principalmente nei vari post sui social media, come nel caso delle vicende fra Mauro Icardi e Wanda Nara.

Un utilizzo dei social che, naturalmente, non lascia indifferente nemmeno le società o le federazioni, tutte dotate di propri profili sulle maggiori piattaforme e di social media manager addetti allo loro gestione. Una situazione responsabile di un nuovo modo di intendere la tifoseria: i post vengono commentati in tempo reale dai tifosi, in grado spesso di creare veri e propri fenomeni social. Emblematico, in questo senso, il caso del profilo Facebook della federazione calcistica islandese, preso d’assalto nel 2015 da commenti di tifosi del Pescara: un calciatore biancazzurro, convocato dalla sua nazionale, non poté partecipare alla finale di ritorno dei playoff, generando un terremoto social passato alla storia.

Come in molti altri settori anche nel calcio moderno è fortemente protagonista la tecnologia; che si tratti di un miglioramento o peggioramento è questione di punti di vista, ma non sembra proprio che sia un trend destinato a invertirsi.

 

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