Michele Michelino, dopo una vita spesa a tutela dei lavoratori, si è spento ieri intorno alle 13. Nato nel 1949 ha trascorso una vita in fabbrica, prima alla Pirelli, e poi alla Breda nel reparto forgia, il più duro. Nell’ultima fase della sua carriera entrò nel Comune di Milano come elettricista. Poi divenne l’anima del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio e il fondatore del Centro di iniziativa proletaria Tagarelli di via Magenta. Ogni anno nella giornata Mondiale delle vittime dell’amianto, Michelino rappresentava la bandiera per chi soffriva e combatteva contro questa malattia. Da un mese era ricoverato in ospedale, eppure ha continuato a far sentire la sua voce in varie manifestazione a difesa dei più deboli.
Sono numerosi gli attestati di stima, pervenuti in queste ore. “Con Michele Michelino – la nota a firma di Paolo Vino – se ne va un pezzo di storia di Sesto San Giovanni. Ma, soprattutto, ci lascia una persona perbene, coerente: un uomo speciale che ha dedicato tutta la sua vita alla difesa degli operai che si sono ammalati e sono morti a causa dell’amianto.
Ho conosciuto personalmente Michelino – dice Paolo Vino – e ho avuto il piacere di averlo ospite ad un incontro organizzato dai Giovani Sestesi, la mostra fotografica: “Sesto in fabbrica”. La sua scomparsa mi addolora profondamente.
Sono poche, pochissime le persone che scelgono di dedicare la propria esistenza a fini nobili come la difesa del prossimo. Michele lo ha sempre fatto, lontano da ogni retorica ma solo con la forza autentica di chi ha ragione e di chi la fabbrica l’ha vissuta da dentro.
Come tutte le persone speciali che incontriamo sul nostro cammino, lascia un vuoto enorme, ma lascia anche tanti insegnamenti ed esempi per provare a riempire questo vuoto”.








