HomeAttualitàPerché vengono le emorroidi esterne e come agire?

Perché vengono le emorroidi esterne e come agire?

Qualche consiglio su come affrontare un disturbo assai spiacevole

“Che dolore!” esclamano alcuni di noi, quando si siedono, al momento dell’evacuazione o anche solo quando camminano. Ma perché? Potrebbe trattarsi di emorroidi esterne infiammate e sintomatiche. Questo disturbo può rivelarsi piuttosto spiacevole, specie quando i sintomi sono acuti e rendono difficile compiere azioni quotidiane abituali. Non solo: la malattia emorroidaria può influire sensibilmente anche a livello psico- emotivo: si provano vergogna, disagio e imbarazzo, si sta poco volentieri in compagnia, non si parla con disinvoltura del proprio problema. Non drammatizziamo, poiché Proctosoll ha risposte adeguate alle nostre esigenze. Inoltre, è possibile seguire alcuni accorgimenti semplici e pratici per attenuare o prevenire la sintomatologia sgradita.

Forse non tutti conoscono le emorroidi esterne…

“Ma le emorroidi sono una malattia o le abbiamo tutti e possono infiammarsi? “La seconda, tra le due. Infatti, alcuni si stupiranno, ma le emorroidi (o gavoccioli, cuscinetti emorroidari) sono formazioni anatomiche normalmente localizzate all’interno del  retto perineale o canale anale (gavoccioli interni) o all’esterno, intorno all’orifizio dell’ano (gavoccioli esterni). Queste ultime sono visibili a uno sguardo esteriore, e si presentano come morbidi e piccoli rigonfiamenti di tessuto connettivale, muscolare liscio, irrorati da vasi sanguigni.

I gavoccioli emorroidali possono gonfiarsi o sgonfiarsi in relazione al flusso o al deflusso sanguigno al loro interno, e svolgono un ruolo importante: mantengono la continenza delle feci e dei gas (assieme allo sfintere anale) e regolano il passaggio fecale al momento dell’evacuazione.

Quando le vene dei plessi emorroidari si dilatano, infiammandosi, si può parlare di disturbo emorroidario. Come riconoscerlo? Prestiamo attenzione ad alcuni indicatori:

  • Prurito o pizzicore, unitamente a cute secca (Sensazione di “pelle che tira”) in zona peri- anale, con un fastidioso stimolo al grattamento, che non andrebbe assecondato, per non acuire il fastidio.
  • Bruciore o fitte di dolore intenso, specie al momento dell’evacuazione e quando ci si siede, a causa del contatto con superfici piane e dure.
  • Sensazione di avere un corpo estraneo nell’ano,
  • Sensazione di incompleto svuotamento (cioè incompleta evacuazione).
  • Reiterato stimolo a evacuare (tenesmo rettale).

Potrebbero insorgere alcune complicanze…

In questo contesto, potrebbe inserirsi una complicazione del disturbo, ossia trombosi: avviene quando uno dei gavoccioli (interno o esterno) si riempie di coaguli (trombi) sanguigni. In questo caso, i cuscinetti emorroidali diventano gonfi e violacei/bluastri, oltre che verosimilmente dolorosi.

Cosa c’è all’origine di questo disturbo scomodo?

L’eziologia include vari fattori o condizioni che potrebbero favorire l’incipienza della patologia. Alcuni fattori non sono modificabili (familiarità, gestazione, fase espulsiva del parto), altre condizioni riguardano soprattutto le nostre abitudini di vita, e sono proprio queste che dovremo aggiustare (lo vedremo a brevissimo):

  • Casistica familiare.
  • Regime alimentare trascurato, monotono e privo di fibre vegetali (ortaggi, frutta, cereali integrali e legumi).
  • Stitichezza(o eventualmente dissenteria, per via del troppo frequente passaggio di feci abbondanti, che possono scatenare l’irritazione della mucosa locale).
  • Abitudini quotidiane poco regolari: sedentarietà, consumo frequente di alcolici e fumo.
  • Talvolta, la pratica di attività fisiche anaerobiche (vogatore, bodybuilding in senso lato, ciclismo, equitazione) può provocare micro- traumatismi a danno del plesso venoso emorroidale.
  • Alcune situazioni fisiologiche come ad esempio il ciclo mestruale, la gestazione, il parto.

Alcuni suggerimenti per attenuare e prevenire il disturbo

Nel nostro quotidiano, possiamo seguire alcune raccomandazioni e consigli salutari:

Cerchiamo di non rimanere in posizione seduta o sulla tazza del wc per lungo tempo

Il disturbo emorroidario riguarda un insufficiente deflusso sanguigno dai cuscinetti: il sangue ristagna (stasi venosa) e determina il rigonfiamento patologico. Se stiamo troppo tempo seduti sul wc, svolgiamo una professione sedentaria oppure siamo pigri e ci muoviamo poco, potremmo essere particolarmente esposti al problema. Cerchiamo dunque di fare due passi con regolarità, anche una ventina di minuti al giorno andrà bene. Tra i consigli di sport, il nuoto è una disciplina che non aggrava la patologia emorroidaria. Se siamo costretti alla scrivania per motivi lavorativi, cerchiamo di ricavare una decina di minuti di pausa, di tanto in tanto, per sgranchirci le gambe e mantenere attiva la circolazione.

Non strofiniamo troppo vigorosamente con la carta igienica

Strofinare in maniera aggressiva non farà che acuire l’infiammazione della mucosa locale, peggiorando i sintomi e rischiando la rottura dei gavoccioli, con eventuale sanguinamento. Al contrario, tamponiamo con delicatezza. Possibilmente, scegliamo un tipo di carta igienica senza coloranti o profumazioni particolari, dal potenziale allergizzante.

Attenzione alla scelta dei prodotti detergenti

Evitiamo prodotti schiumogeni, con alcol, coloranti o profumazioni, che potrebbero aggravare l’infiammazione. Ricordiamo di diluire in acqua il prodotto lavante, senza utilizzarlo concentrato, poiché potrebbe essere troppo aggressivo e alterare il normale pH cutaneo. Per la nostra igiene intima può essere indicato un prodotto emolliente e rispettoso della delicata cute anale.

Seguiamo un regime alimentare che non peggiori la patologia

Finché le emorroidi sono infiammate sarebbe utile seguire una dieta di esclusione, sospendendo il consumo di alimenti piccanti, astringenti, lassativi, che potrebbero aggravare l’infiammazione dei gavoccioli. Cerchiamo dunque di evitare alcolici, caffè, cioccolato, spezie piccanti, salse e intingoli pesanti, insaccati e salumi. Invece, sì alle fibre, in quantità moderate ma regolari (ortaggi, frutta fresca, legumi, cereali integrali ne sono ricchi). Frutta e verdura sono anche ricche di liquido alimentare: insieme a un apporto idrico di almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, l’evacuazione sarà meno dolorosa e le feci più morbide.

 

ARTICOLI CORRELATI