[textmarker color=”E63631″] CORMANO -[/textmarker] La storia è una di quelle che in questi giorni sono come una boccata d’aria fresca, quelle di cui se ne vorrebbero sentire a dozzine. Arriva da Cormano, ed è un esempio di come il cuore dell’uomo, di fronte alla sollecitazione degli eventi, può indirizzarsi in iniziative concrete a sostegno della comunità.
Chi l’ha detto che, con le scuole chiuse, i ragazzi – svolte le quotidiane attività di didattica a distanza – si annoiano? Al contrario, il tempo libero forzato ha suggerito a tre giovani al quinto anno del settore Enogastronomia dell’Istituto Paolo Frisi di realizzare – insieme al padre di uno di loro – il progetto “Chef in corsia”.
I tre diciottenni, C.D.M, A.C. e R.T., dopo aver lavorato tutto il giorno svolgendo a casa “i compiti” che il loro indirizzo scolastico li ha resi abili a realizzare, la sera consegnano il frutto del loro lavoro agli ospedali della zona. Ecco allora che gli operatori sanitari in prima linea nell’emergenza Coronavirus, che spesso non hanno la possibilità di tornare a casa nemmeno per cenare con la propria famiglia, si vedono recapitare prelibate specialità gastronomiche realizzate dai tre giovani.
Un gesto che racchiude in sé un’enorme generosità, nato spontaneamente e capace di portare un sorriso in un luogo carico di sofferenza come sono gli ospedali, a maggior ragione nei giorni dell’emergenza, che costringe medici, infermieri e personale sanitario a turni massacranti e a un enorme carico di stress anche emotivo.
Nelle parole del Sindaco Luigi Magistro la gratitudine per il gesto di questi giovani che mettono in pratica quanto appreso a scuola e lo offrono per aiutare gli altri: “Sono estremamente orgoglioso di questi ragazzi e dei loro genitori, che saranno giustamente fieri – ha commentato – E’ davvero commovente sapere che i giovani hanno slanci di tale generosità, è bello sapere che questi giovani sono sul nostro territorio e fanno parte della nostra comunità, sono davvero grato alla mamma che ha voluto raccontarmelo: siamo un unico corpo sociale, insieme anche se distanti, e mi riempie il cuore di gioia sapere che tanti cormanesi considerano il sindaco parte della loro famiglia”.
Un’ iniezione di fiducia e di ottimismo di cui fare tesoro di questi tempi, una notizia che solleva lo spirito e accende una luce di speranza per il futuro.







