[textmarker color=”E63631″] CINISELLO BALSAMO -[/textmarker] Dopo Cormano, che su iniziativa del PD cittadino, ha dichiarato di presentare la richiesta per l’avvio dell’iter per il conferimento della cittadinanza onoraria alla Senatrice a vita Liliana Segre, ora è la volta di Cinisello Balsamo.
La novità sta nel fatto che la richiesta questa volta è partita dalla maggioranza politica, che ha presentato l’Ordine del Giorno per conferire la massima onorificenza cittadina alla Senatrice superstite dell’Olocausto e testimone della Shoa, a firma dei Gruppi consigliari di Lega, La Tua Città, Forza Italia e Noi con L’Italia.
Le motivazioni risiedono nella concreta e quotidiana testimonianza della Segre: “Un conferimento onorario per ringraziarla e supportarla per l’immensa opera che quotidianamente professa nel tener vivo il ricordo degli orribili gesti commessi dall’odio – si legge nella nota – un impegno compiuto con semplici e modesti gesti attraverso la sua testimonianza infondendo nelle nuove generazioni il monito che l’odio non è la soluzione”.
Per combattere il clima d’odio occorre: “porre al centro della politica le questioni utili ai cittadini attraverso la consapevolezza che il passato ci ha insegnato”.
La richiesta del conferimento della cittadinanza onoraria matura come ringraziamento per l’instancabile operato svolto dalla Senatrice Segre alla luce dei “gravi episodi che in un solo anno si sono registrati in tutta Europa, recenti e non. Per questo motivo, siamo certi che la minoranza nell’accogliere questo ordine del giorno possa condividerlo con tutte le forze politiche presenti”, prosegue la nota.
Un passo ulteriore che unito con l’ordine del giorno sulla buona comunicazione rientra in una prospettiva più ampia per contenere e delegittimare aspetti che non fanno parte della buona civiltà.
“Non a caso nel chiedere l’attribuzione della cittadinanza onoraria – conclude la nota – abbiamo chiesto che il momento avvenga durante la celebrazione del XXV Aprile, giornata nazionale della liberazione ed ancor di più della libertà acquisita da chi era nei campi di sterminio”.





