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La sinistra (di Sesto) ha un problema

[textmarker color=”E63631″]EDITORIALE[/textmarker] – La sinistra di Sesto San Giovanni, ma non solo, ha un problema. La decisione del Geas, storica polisportiva dell’ex Stalingrado d’Italia che per corsi e ricorsi storici e doppiamente legata al mondo della sinistra, di accogliere la richiesta del Centro Culturale Islamico per un’ora di nuoto per sole donne, ha acceso un intenso dibattito.

La notizia, anche sul nostro sito, è stata tra le più lette e commentate delle ultime settimane. Ma la discussione, accesa e talvolta anche infuocata, non ha trovato piede solo nella società civile oppure tra opposti comparti politici. Il luogo dove il dibattito sembra aver creato più fratture è la sinistra stessa: è all’interno del Pd e dei partiti dell’ala che le polemiche, le botte e le risposte, hanno tracciato un solco indelebile che segna il futuro della città.

La sinistra ha un problema. Deve fare i conti con l’altro. Con lo straniero. Deve decidere cosa pensare e cosa dire. Profughi, immigrati, sicurezza, moschea, Islam: la discussione è passata dallo sport ma è solo un mezzo, un contenitore. Il fatto cruciale, il nocciolo del discorso, è che la sinistra di Sesto San Giovanni (ma il discorso è estendibile ai partiti della sinistra a livello nazionale) non hanno ancora deciso quali idee avere e quindi comunicare (in modo compatto, e questo non è un dettaglio) su tutti questi temi.

L’ex sindaco, oggi presidente della polisportiva più grande della città, la vede in un modo. Alcuni consiglieri in un altro. Anche il segretario locale del più grande partito cittadino nonché d’Italia ha smentito molti e aggiunto del pepe. E la base? Cosa ne pensa la base. Crediamo che il nostro sondaggio possa essere in qualche modo rappresentativo di questo.

La sinistra ha un problema. Perché prima di capire cosa pensare degli altri bisogna avere molto chiara la propria identità: solo chi ha ben chiaro chi è e cosa vuole può essere pronto a incontrare, accogliere, dialogare e anche giudicare gli altri.

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