Ci sono le famiglie, gli amici, i compagni di scuola e delle società sportive dove militavano e tutta la comunità di Paderno Dugnano che li sente come figli, fratelli e amici e che ha voluto stringersi in un abbraccio simbolico per condividere il peso di un dolore così grande. Cami, Lollo e Prova, i tre giovani padernesi scomparsi all’alba di una nuova estate nel terribile schianto di Senago, inseparabili nei giorni più spensierati sono insieme anche oggi, per il loro ultimo saluto. 
Le bare avvolte da un manto di fiori bianchi arrivano con largo anticipo nella chiesa di Santa Maria Nascente, accolte dai familiari e dai parenti più stretti, accanto a loro gli amici che già gremivano l’area antistante la Chiesa e che hanno potuto condividere un ultimo pensiero prima dell’inizio delle esequie. A prendere la parola anche i genitori di Lorenzo e Riccardo, che prima di arrivare a Paderno, li hanno accompagnati per un ultimo saluto attorno allo stadio San Siro dove i due ragazzi, amici per la pelle ma di tifoserie avversarie – Inter per Lorenzo e Milan per Riccardo – hanno condiviso gioie e dolori delle maglie nerazzurre e rossonere.
“Sei stato il dono più bello”
I genitori di Lorenzo, Alessandra e Nicola Benin, hanno affidato a una lettera letta da un’amica di famiglia il ricordo del loro unico figlio con parole cariche di un amore infinito: “Da quando sei nato hai riempito i nostri giorni d’amore, bastava il tuo sorriso per farci stare bene. Abbiamo capito quanto amore hai saputo donare, che continuerà a vivere in chi ti ha conosciuto. L’amore vive nei gesti sempliciù”. E ancora: “Non avremmo mai potuto desiderare un figlio migliore di te. Un figlio si porta in grembo per nove mesi, ma nel cuore tutta la vita”.
“Pentito di non averti baciato di più”
È il ricordo commosso del papà di Riccardo che si rivolge a tutti i genitori lanciando un appello: “Stringete i vostri figli, fatelo come fosse la cosa più importante della vostra vita”. E al suo Riccardo chiede la forza di continuare ad andare avanti.
“Questa non è la fine”
Le amiche di Camilla lasciano per lei i pensieri che le accompagnano da quella terribile mattina del 21 giugno, quando tutto si è spezzato dentro il canale Villoresi: “Non è la fine ma l’inizio di un nuovo capitolo, mandaci qualche segnale dall’alto e fatti sentire”. “Eri un’anima pura”. Il tempo, seppur breve, passato insieme lascia una traccia indelebile nei cuori di chi le ha voluto bene: “Lasci ricordi belli che fanno male – aggiunge un’amica -. C’è una cosa che nessuno potrà portarci via: l’amore che hai lasciato. Grazie per essere stata una delle persone più importanti della mia vita”. 
La cerimonia può cominciare, all’interno della Chiesa 700 persone, numeri che triplicano al di fuori e che sfiorano le 2mila unità nel collegamento online sul canale YouTube del Comune di Paderno Dugnano, che per la giornata di oggi aveva proclamato il lutto cittadino e chiesto un minuto di silenzio alle ore 12 in segno di raccoglimento e di vicinanza alle famiglie dei tre ragazzi.
Il coro accompagna la celebrazione, concelebrata, e presieduta dal Vicario episcopale per la zona VII, don Antonio Novazzi, che nell’omelia ha commentato il brano del Vangelo di Luca sulla Resurrezione di Gesù. “Perché cercate tra i morti Colui che è vivo?”. È la speranza che squarcia il buio improvviso sceso in una serata di festa. Don Novazzi affronta il parallelismo tra lo sgomento dei discepoli di Gesù quando lo hanno visto morto sulla croce e quello di tutti i presenti dopo la notizia della tragica morte di Camilla, Lorenzo e Riccardo:
“Ma che cosa è accaduto?”
“Quando scende un buio così improvviso tutti si domandano “ma che cosa è accaduto?”. A Gerusalemme era un giovane uomo di Nazareth che perdeva la vita su quella collina, sulla croce, per noi oggi tre ragazzi che perdono la vita insieme in quella tragica notte ed è buio profondo per tutti noi. Quando nella nostra vita scende all’improvviso questo buio non sappiamo più cosa fare, cosa dire, ci sentiamo ammutoliti e coperti di domande a cui non sappiamo dare risposte. Anche gli amici di Gesù, di fronte alla perdita del loro amico si sono chiusi in loro stessi, non più sogni da condividere, non più feste tra amici, non più la voglia di raccontarsi.
“Gesù è vivo, anche i nostri amici”
“Ma alcune donne non si danno per vinte e di buon mattino vanno a trovare il loro amico, dove lo hanno lasciato il giorno precedente. A loro non sembrava possibile che un’amicizia potesse finire così, portano profumi, vanno con un barlume di speranza nel cuore, ma la notizia viene dall’alto: Gesù non è qui, è risorto, è vivo. Una speranza che da Gerusalemme si è sparsa per il mondo intero: Gesù il Cristo è ancora vivo, Lui ha vinto la morte e per sempre. Una notizia che fa breccia anche nei nostri cuori: Gesù di Nazareth, il figlio di Dio, è risorto. Anche i discepoli, impauriti, sgomenti, tristi come noi oggi incominciano a poco a poco a ritrovare pace nel loro cuore devastato dalla sofferenza. Gli apostoli incominciano a ricordare le parole di Gesù: il terzo giorno risorgerò, avevano dimenticato quelle parole, ora non più. La morte anche tragica, quando piomba improvvisa non può distruggere quella piccola luce, la luce della fede che ci dice che un giorno riabbracceremo le persone che abbiamo amato. Gesù è vivo, anche i nostri amici”.
“Siamo qui come cercatori di luce”
“Ma in quel buio, sotto la croce, c’è una donna, la madre del condannato a morte, avvolta nel silenzio, il silenzio di una madre che guarda suo figlio morto. Oggi ci siamo noi accanto a Camilla, Riccardo e Lorenzo, anche noi avvolti dal buio e dal pianto, ci sono i genitori, i fratelli, i nonni. Ci sono tanti ragazzi, ci siete voi giovani, tutti smarriti e increduli. Sì, siamo qui come cercatori di luce, abbiamo bisogno di una luce, quella luce che non può durare un istante, neanche il tempo di una festa tra amici. Siamo qui per cercare una luce che lentamente possa illuminare tutta la nostra vita, oggi e domani. Purtroppo, troppe volte ci accorgiamo del valore della vita e dell’amicizia quando perdiamo gli amici, ma la vita è un dono, va custodita con rispetto, spesa per chi ci sta vicino ogni giorno. Gesù in croce ci parla oggi e ci dice “fa della tua vita qualcosa di grande, vivila in pienezza, scoprirai allora la gioia, quella vera”. Il riferimento infine alla lettura tratta dal libro dell’Apocalisse di Giovanni apostolo “un giorno ci sarà un cielo nuovo e una terra nuova, dove non ci sarà più la morte, il lutto, il dolore, il pianto, sarà il giorno dell’abbraccio di Dio con ciascuno di noi, per Camilla, Riccardo e Lorenzo oggi è il loro giorno dell’abbraccio con Dio e un giorno anche noi li potremo riabbracciare”. 
È il momento di andare, Lorenzo e Camilla al luogo della cremazione, e Riccardo a quello della tumulazione. Gli amici sollevano le bare per accompagnarli nell’ultimo breve tragitto, i palloncini volano nel cielo terso di questa estate già torrida e un lungo applauso li saluta per sempre.
A Dio Cami, Lollo e Prova, i vostri volti sorridenti immortalati nello striscione appeso fuori dalla chiesa resteranno nel cuore di tutti coloro che vi hanno amati.





