Molti direbbero: “A pensar male si fa peccato, ma a volte si azzecca.” Dopo che Salim El Koudri si è scaraventato su dei passanti inermi, il circo mediatico italiano si è subito distinto per incapacità intellettiva, sciacallaggio mediatico e finto buonismo.
Proviamo ad analizzare brevemente. Uno dei primi titoli visti è stato: “Laureato si avventa sulla folla”. Cosa vi sorprende di questo titolo? 1, 2, 3… Ci siete arrivati tutti, vero? Perché usare la parola “laureato”? Che messaggio si vuol far passare? Che l’immigrazione non ha nessuna conseguenza e che anche i laureati, sottointeso italiani, commettono atrocità. Ma il mio scopo è analizzare la dietrologia di pensiero e, con questo, sto per commettere un peccato assai grave (forse). Supponiamo che la strage fosse stata commessa da uno scandinavo che, su un social, avesse scritto un paio d’anni fa delle frasi violente nei confronti di una parte politica e fosse, a parere di altri “intellettuali”, nostalgico di qualsivoglia dittatura passata. Cosa si sarebbe detto o scritto? Si sarebbe inneggiato a una deriva fascista o si sarebbe scritto “laureato si avventa sulla folla”? Lascio rispondere a voi.
Seconda questione. Definendo Salim El Koudri uno psicopatico con problemi mentali e soffermandosi solo su questo aspetto, non si corre il rischio che qualche frangia integralista islamica possa prenderlo come scusa per un futuro attentato? Dio ce ne scampi.
Terzo punto. E la sospensione di intelligenza è sempre più chiara e palese. Come mai una persona con gravi problemi psichiatrici è ancora in possesso della patente? Nessuno degli intellettuali ben pensanti o dei giornalisti di inchiesta si è posto questa domanda.
Quarto e ultimo aspetto. E qui il peccato si fa sempre più grave (mi perdonerete). Come può non essere un attentato premeditato se una persona viaggia con una lama di 20 cm in macchina?
Chi di voi in macchina non porta una scimitarra o una spada? Magari usati per togliervi l’abbacchio della domenica trai i denti. Suvvia, non dite baggianate e ammettete anche voi le vostre colpe. Arrivederci, e mi raccomando: non pensate troppo, altrimenti si fa peccato.
Bastian Contrario







