Parlare di orientamento significa molto più che accompagnare uno studente nella scelta del proprio percorso di studi o di lavoro. È un processo continuo di conoscenza e scoperta, che aiuta ciascuno a comprendere le proprie inclinazioni, aspettative e desideri, mettendoli in relazione con la realtà che lo circonda. È questa la prospettiva da cui è nata la prima edizione di OrientaTalenti, la manifestazione di due giorni che si è svolta il 6 e 7 novembre a MIND Milano Innovation District e dedicata ai temi dell’orientamento, della formazione e del mercato del lavoro. L’evento, realizzato in partnership con Regione Lombardia – Assessorato all’Istruzione, Formazione e Lavoro, e sostenuto da enti istituzionali, 15 università italiane, ITS Academy, scuole innovative, oltre 50 aziende di livello internazionale e enti di istruzione e formazione professionale e accreditati al lavoro, si propone di guidare i giovani nella scoperta del proprio talento e delle professioni del futuro.
Il disallineamento tra competenze, formazione e mercato del lavoro
Nel corso dell’evento di apertura è emersa una fotografia del disallineamento tra competenze, formazione e mercato del lavoro in Italia, delineata attraverso la ricerca “Orientare i talenti. Dati, strumenti, esperienze e prospettive”, realizzata da ADAPT in collaborazione con Assolombarda. Lo studio offre un’analisi approfondita del sistema formativo e occupazionale nazionale, evidenziando come l’orientamento rappresenti una leva strategica per ridurre il mismatch e affrontare le sfide economiche, sociali e demografiche del Paese. La Lombardia emerge come regione di riferimento e modello di confronto a livello nazionale.
“I dati della ricerca ADAPT confermano ciò che noi da anni osserviamo sul campo: per molti
ragazzi la difficoltà non è scegliere cosa fare, ma capire chi essere” – aggiunge Diego
Montrone, presidente di Galdus e di JoinUs Milano, ente capofila di OrientaTalenti. –
“Ecco perché abbiamo creduto fortemente in un progetto come OrientaTalenti, perché è
essenziale trasformare l’orientamento in un’esperienza continua, capace di far dialogare
scuola, formazione e impresa, aiutando ogni giovane a riconoscere e coltivare il proprio
talento.”
L’importanza del capitale umano
Secondo lo studio realizzato da Fondazione Adapt, nei prossimi decenni la popolazione in età lavorativa in Italia diminuirà del 35%, passando da 37,3 a 24,4 milioni di persone.
In Lombardia la riduzione prevista è del 21% (da 6,4 a 5,1 milioni). Una tendenza che rischia di ridurre e compromettere la capacità produttiva nazionale se non accompagnata da un deciso investimento sul capitale umano e in particolare sulle competenze e sull’orientamento delle nuove generazioni.
Il territorio lombardo resta comunque il principale motore occupazionale del Paese: 682.800 nuovi lavoratori richiesti entro il 2029, con una domanda concentrata nei servizi alle imprese (30,7%), nell’industria manifatturiera (20,4%) e nei servizi alla persona (20,2%). Quasi la metà dei profili richiesti (46,4%) riguarda figure con competenze tecniche e professionali, a conferma della necessità di orientare i giovani verso percorsi formativi coerenti con le richieste del mercato del lavoro.
Nonostante il dinamismo del tessuto produttivo lombardo, un giovane su tre (33,2%) con
diploma dichiara di non avere idee chiare sul proprio futuro professionale, mentre un
quarto lamenta l’assenza o l’inefficacia dei servizi di orientamento.
A livello nazionale, il tasso di NEET (giovani che non studiano né lavorano) è del 15,2%,
contro una media UE dell’11,1%; in Lombardia scende al 10,1%, con punte minime a Lecco
(7,2%) e massime a Lodi (13,8%).
La quota di giovani laureati (nella fascia di età 25-34 anni) resta inferiore alla media europea: 31,6% in Italia, 35,2% in Lombardia, a fronte di un 44,1% medio UE. Milano spicca con il 45,5% di giovani con titolo terziario, seguita da Monza e Brianza (37%) e Varese (35,2%).
Orientamento come chiave per il futuro
L’indagine sottolinea inoltre come la qualità dell’orientamento incida direttamente sull’efficacia dei percorsi formativi e sull’occupabilità.
In questo scenario, la Lombardia si distingue per performance superiori alla media nazionale: tasso di occupazione giovanile al 42%, abbandono scolastico al 7,7%, dispersione implicita al 3,7% e competenze di base più solide rispetto al resto d’Italia.
Tuttavia, persistono criticità: solo il 68,6% dei giovani italiani possiede competenze digitali
di base o avanzate, e il 23% dei giovani occupati svolge un lavoro che non valorizza
pienamente il proprio titolo di studio, evidenziando un persistente problema di
sovraqualificazione.
“Dobbiamo essere consapevoli che l’orientamento non è tanto fornire informazioni, ma attivare un percorso che accompagna la persona a maturare maggiore consapevolezza dei propri desideri, inclinazioni così come della realtà, per metterla in condizione di scegliere liberamente il proprio futuro”, ha sottolineato Matteo Colombo, presidente di Fondazione ADAPT a guida del Comitato Scientifico di OrientaTalenti. “Solo ripensando l’orientamento con un approccio esperienziale e una visione integrata possiamo costruire un sistema che metta davvero i giovani al centro”
“Il sistema di istruzione e formazione professionale lombardo, che conta più di 60 mila ragazzi nei primi anni, è un’eccellenza che Regione sostiene con risorse importanti e con misure mirate raggiungendo risultati estremamente rilevanti sia in termini di lotta all’abbandono scolastico sia in termini di occupazione”, ha dichiarato Simona Tironi, Assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro di Regione Lombardia. “Il 93% dei nostri ragazzi, terminato il proprio iter formativo, riesce a entrare subito nel mondo del lavoro. In questo modo contribuiamo a contrastare il fenomeno dei Neet, ovvero i ragazzi che non seguono percorsi formativi e non lavorano. Tutto questo ha un impatto economico importante perché mettiamo a disposizione delle nostre imprese un capitale umano altamente qualificato a servizio della competitività delle imprese lombarde, soprattutto sugli scenari internazionali”.
L’inaugurazione di OrientaTalenti ha visto un’ampia partecipazione istituzionale, con gli
interventi del Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, del Ministro
dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e degli Assessori di Regione
Lombardia Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Gianluca Comazzi
(Territorio e Sistemi Verdi), a testimonianza dell’impegno condiviso nel promuovere politiche efficaci di formazione e orientamento.







