HomeBreaking NewsSesto San Giovanni, emergenza sicurezza: il sindaco Di Stefano scrive al Prefetto

Sesto San Giovanni, emergenza sicurezza: il sindaco Di Stefano scrive al Prefetto

Dopo l’ennesimo episodio di violenza e le ripetute manifestazioni dei cittadini esasperati dalla situazione di insicurezza in cui è piombato il centralissimo quartiere Rondò, il sindaco Di Stefano alza la voce e chiama in causa direttamente il Prefetto di Milano, chiedendo un intervento immediato per innalzare i livelli di sicurezza nelle aree più critiche della città, in particolare nel quadrante Rondò-Torretta.

Nella zona incriminata, guardando solo alla cronaca recente, si sono registrati numerosi episodi violenti, tra cui spedizioni punitive, atti vandalici, risse tra gruppi di stranieri – in cui non sono mancati feriti – a danni di residenti e commercianti. L’ultimo in ordine temporale si è verificato lunedì sera, 6 ottobre, nella zona di piazza Trento e Trieste dove un gruppo di giovani ha preso d’assalto una pizzeria devastandone gli spazi per portare a termine un raid punitivo nei confronti di altri due giovani che si erano riparati al suo interno. Un’escalation di violenza che non si arresta nemmeno in presenza delle forze dell’ordine, come testimonia l’episodio accaduto recentemente in piazza IV Novembre, dove un soggetto ha istigato un cane di grossa taglia contro un carabiniere nel tentativo di ostacolare un controllo.

Una situazione che necessita urgentemente di essere arginata: “Non siamo più davanti a un problema di semplice sicurezza urbana, ora è necessario un intervento deciso da parte della Prefettura – ha dichiarato il sindaco Roberto Di Stefano -. Ci troviamo ad affrontare soggetti noti alle forze dell’ordine, spesso già arrestati e subito rilasciati dopo qualche giorno. È fondamentale che chi delinque paghi davvero, con certezza della pena”.

Di Stefano ha ricordato come l’Amministrazione stia facendo la sua parte con l’implementazione di controlli sempre più serrati, pattugliamenti serali – con agenti in divisa e in borghese -, impiego di unità cinofile antidroga e telecamere collegate con il Comando di Polizia Locale, i cui agenti sono dotati di strumentazioni specifiche quali bodycam, giubbotti anti-taglio, bolawrap e taser. Oltre ad aver avviato un Programma sicurezza per rafforzare l’organico della Polizia locale, con 1 agente ogni 1.000 abitanti come previsto dalla legge.

“Ma ora tutto ciò non basta più – riconosce il sindaco -: è necessario un segnale forte da parte di autorità sovracomunali, in particolare tra Piazza IV Novembre (Sesto Rondò) e Piazza Trento e Trieste, estendendo l’azione a tutte le aree sensibili della città, tra cui le piazze, via Marconi, via XX Settembre e via Fratelli Bandiera: non si tratta più di semplici episodi isolati, ma azioni sistematiche riconducibili alla criminalità organizzata”.

Infine, Di Stefano ha ricordato che non rientra tra i poteri del primo cittadino la facoltà di detenere, espellere o smantellare organizzazioni criminali che delinquono: “Tutto quello che è nelle nostre possibilità lo stiamo facendo e lo faremo ancora più duramente – ha concluso -. È ora che tutti facciano la propria parte fino in fondo. Ringrazio le forze dell’ordine per il costante impegno sul territorio nella lotta al contrasto alla criminalità”.

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