Livio Macchia, storico bassista e co-fondatore dei Camaleonti, è morto a 83 anni nella sua casa di Melendugno, in Puglia. Con lui scompare l’ultimo testimone diretto del beat italiano, movimento che negli anni ’60 ha rivoluzionato il suono e l’estetica della musica leggera nazionale.
Nato ad Acquaviva delle Fonti (in provincia di Bari) nel 1941, Livio Macchia aveva dato vita ai Camaleonti a Milano nel 1963 insieme a Paolo De Ceglie e Riki Maiocchi.
Con la band ha venduto oltre 30 milioni di dischi, firmando successi epocali come L’ora dell’amore, Applausi, Mamma mia (scritta da Battisti e Mogol), e Eternità, presentata a Sanremo con Ornella Vanoni.
Nel giugno 2025 era salito ancora una volta sul palco per celebrare i 60 anni di carriera del gruppo, in un concerto carico di memoria e gratitudine.
Livio Macchia lascia un’eredità musicale imponente, fatta di canzoni che hanno segnato almeno tre generazioni. Con la sua scomparsa, si chiude definitivamente un capitolo irripetibile della musica italiana.
Addio a Livio Macchia, anima silenziosa del beat italiano
È morto a 83 anni il bassista e co-fondatore dei Camaleonti, tra i protagonisti della scena musicale italiana degli anni ’60 e ’70.
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