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Cinisello Balsamo, a dieci anni dall’Enciclica Laudato si’ un incontro per riflettere sull’Ecologia Integrale

L'appuntamento è per lunedì 12 maggio alle ore 20:45 al Teatro Pax. Interverranno Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e ideatore della rete internazionale Terra Madre, e Davide Brambilla della Comunità Pachamama rete internazionale Laudato si’

Una riflessione comune sui temi dell’Ecologia Integrale dove si richiama la indissolubilità tra la questione ambientale, la povertà sociale e le disuguaglianze. È questo il senso dell’incontro sui dieci anni dalla Laudato si’, l’Enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune, in programma lunedì 12 maggio alle ore 20:45 al Teatro Pax di Cinisello Balsamo. Un appuntamento che sarà anche occasione per ricordare Papa Francesco, scomparso in questi giorni, soffermandosi su un tema a lui molto caro.

L’incontro, organizzato dal Gruppo Cultura Al pozzo di Samaria insieme all’equipe sociale del Decanato di Cinisello Balsamo, Slow Food Lombardia, Comune di Cinisello Balsamo, Teatro Pax, Acli, Centro Culturale San Paolo, Cara Beltà ed Officina di Enrico, vedrà la partecipazione di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e ideatore della rete internazionale Terra Madre, e Davide Brambilla della Comunità Pachamama rete internazionale Laudato si’, moderato dal giornalista Paolo Rappellino di Credere e Jesus.

Nell’Enciclica di Papa Francesco sull’ecologia integrale spiccano la preoccupazione per la natura, l’equità verso i poveri, l’impegno nella società, ma anche la gioia e la pace interiore risultano inseparabili: “Il mondo di oggi è un intreccio di sfide complesse e senza precedenti: il cambiamento climatico incalza, le disuguaglianze economiche si ampliano, e la rivoluzione tecnologica sta riscrivendo le regole del gioco in ogni ambito della società – spiegano gli organizzatori -. Il passaggio tra lo spreco di cibo e lo scarto di persone si è fatto sempre più sottile a causa delle crisi sovrapposte che caratterizzano il nostro tempo. Le condizioni di gravissimo depauperamento degli ecosistemi naturali e l’alterazione degli equilibri naturali richiedono di mettere in campo la co-responsabilità, la co-progettazione, la partecipazione e di farci carico delle soluzioni da adottare, per riparare i danni già causati ed eludere quelli futuri”.

Uno scenario che pone sfide da giocarsi sul piano della concretezza, assumendo nuove prospettive e sviluppando nuove risposte, ciascuno assumendosi le proprie responsabilità: “Non dobbiamo rispondere solo e unicamente come singole persone, ma anche e soprattutto come comunità – proseguono -. Responsabilità che vanno assunte prima di tutto dalle Istituzioni. Occorre promuovere il valore della relazione cooperativa, della cooperazione leale e affidabile di quanti hanno la responsabilità sul piano economico, accademico, politico, sociale. In un dialogo autentico tra tutti gli attori che permetta di alimentare la speranza e generare percorsi verso una nuova ecologia. E poi occorre qualificare maggiormente la formazione dei giovani, dei cittadini tutti su questo tema, puntando sull’essere ancora prima che sul fare, è la sfida che ci attende. L’Intelligenza collettiva genera futuro, perché permette di costruire visioni”.

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