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Nord Milano, S. Messa in Duomo in suffragio di Papa Francesco, Delpini: è un cristiano che ha fatto Pasqua

La S. Messa presieduta dall'Arcivescovo Delpini in un Duomo gremito di fedeli raccolti in preghiera. Sabato 26 aprile, giorno delle esequie del Pontefice, le campane di tutta la Diocesi alle 12 suoneranno a lutto

“Questa sera noi non siamo qui per una commemorazione, per una rievocazione della figura e del pontificato di Papa Francesco. Noi siamo qui questa sera a pregare per Papa Francesco, a chiedere alle scritture che verranno proclamate di imparare ad ascoltare, a vivere e a celebrare la Pasqua che Papa Francesco ha celebrato domenica e ha compiuto lunedì”. Con queste parole l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha aperto la celebrazione della S. Messa di suffragio per Papa Francesco che si è svolta questo pomeriggio in Duomo. 

Il fortissimo impatto emotivo provocato dalla improvvisa scomparsa del Santo Padre si è tradotto non solo nei molti discorsi, analisi e riflessioni sulla sua figura e sulla sua testimonianza, ma anche nella presenza di numerosi fedeli – molti gli stranieri presenti – che hanno gremito il Duomo di Milano, raccolti in preghiera per Francesco, come lui amava domandare ai suoi fedeli “pregate per me” e mai come ora il suo popolo ha risposto compatto. Tra loro, in prima fila, anche diverse autorità civili, tra cui il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia e il questore Bruno Megale.

Traendo spunto dalle letture del giorno, mons. Delpini ha delineato i tratti che distinguono il cristiano che ha vissuto la Pasqua: “Un cristiano che ha fatto Pasqua – ha detto anzitutto mons. Delpini – è abitato da gioia e da timore: conosce il timore dell’esperienza indicibile di Dio e dell’inadeguatezza delle parole. Dovrebbe darne notizia e si domanda se ne sarà capace”. Inoltre, ha proseguito, “il cristiano che ha fatto Pasqua insiste, è tenace fino all’ostinazione, si affatica senza risparmio, si consuma fino all’esaurimento delle energie per sostenere nei fratelli e nelle sorelle la speranza che non delude”.

Infine, un cristiano che ha fatto Pasqua “è fastidioso perché porta un messaggio sconcertante e mette in discussione le consuetudini pigre, la prepotenza dei potenti. Tocca il cuore di quelli che hanno ascoltato la Parola e credono, ma suscita l’ostilità di coloro che non vogliono più sentir parlare di Gesù”.

Tratti che si ritrovano nella figura di Papa Francesco. Del resto. quale immagine più potente, perché vera e reale, di quella cui tutti abbiamo assistito nella Domenica di Pasqua, un uomo fortemente provato nel corpo che ha voluto spendersi fino all’ultimo tra il suo gregge, quelle persone di cui ha sempre cercato ostinatamente il contatto, dando l’esempio più concreto ed umano della dignità del malato.

“Che cosa possiamo dire di Papa Francesco? – si è domandato Delpini -. In questi giorni si dice molto, si analizzano gli aspetti complessi del suo ministero da Vescovo di Roma, come servo dei servi nella Chiesa universale, come un uomo che si è fatto voce di coloro che non hanno voce, come un profeta che ha invocato ostinatamente (e, a quanto pare, inutilmente) la pace”.

“Si può dire molto di Papa Francesco, questa sera però io credo che si possa dire semplicemente così: Papa Francesco è un cristiano che ha fatto Pasqua – ha concluso -. Ha sperimentato il timore e la gioia grande e si è dedicato a sostenere la fede e la perseveranza dei fratelli. Ed è stato fastidioso, irritante per la sua parola che, in nome del Vangelo, ha proposto uno stile di vita, una attenzione ai più poveri, un doveroso cammino di conversione. È stato fastidioso, però così sono i cristiani che fanno Pasqua: lieti, timorosi, zelanti e irritanti”.

Al termine della S. Messa, durante la quale è stato utilizzato il calice che che Papa Francesco donò alla Diocesi in occasione della sua visita a Milano il 25 marzo 2017, mons. Delpini ha ricordato alcune indicazioni che le parrocchie della Diocesi sono chiamate a seguire in questi giorni di lutto per la morte del Pontefice. Tra le disposizioni pubblicate oggi sul portale della Diocesi, l’invito a celebrare in tutte le chiese e i Santuari ambrosiani, in uno dei giorni dell’Ottava di Pasqua e secondo gli orari ritenuti più opportuni da ciascuna comunità, una solenne Messa di suffragio per il Pontefice defunto o, in alternativa, una Veglia funebre. Inoltre, a mezzogiorno di sabato 26 aprile, giorno dei funerali del Santo Padre, le campane di tutte le chiese della Diocesi suoneranno a lutto.

 

 

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