Una settimana dedicata al lavoro in Villa Ghirlanda Silva, organizzata dal Comune di Cinisello Balsamo in collaborazione con il Tavolo delle Imprese e del Lavoro, la rete composta da 23 enti, tra associazioni di categoria, enti formativi e Centro per l’Impiego. Una kermesse che ha visto una serie di iniziative: dagli incontri con al centro la domanda e l’offerta di lavoro ai laboratori, dai workshop agli appuntamenti sull’autoimprenditorialità dedicata ai giovani che si stanno avviando per la prima volta al lavoro e a coloro che devono ricollocarsi o reinventarsi una posizione lavorativa.
Un’iniziativa resa possibile anche grazie al contributo di Regione Lombardia.
Come è andata la Job Week 2025? Lo chiediamo al “padrone” di casa, il sindaco Giacomo Ghilardi.
Quali sono le motivazioni che vi hanno portato a organizzare anche quest’anno la Job Week?
Si tratta di un’iniziativa nata da un’idea dell’Amministrazione comunale, portata sul tavolo dell’impresa e del lavoro. Un progetto che ha coinvolto 23 associazioni di categoria, compresi gli enti formativi. Questa iniziativa risponde sicuramente alla domanda: che cosa può fare un Comune per cercare di mettere in relazione le aziende, il territorio e ovviamente tutte le persone in cerca di occupazione?
Il nostro obiettivo è stato quello di favorire sinergie fra le varie realtà che operano sul territorio, consapevoli che le deleghe relative al lavoro sono della Regione piuttosto che del Governo. Abbiamo tuttavia inteso non rimanere affacciati al balcone a guardare, ma piuttosto scendere in strada per intraprendere sul territorio un’azione di politica attiva.
In questi sette anni di amministrazione andando a visitare le imprese ci siamo accorti spesso della loro difficoltà nel trovare personale qualificato. La Job Week nasce quindi con l’idea di coinvolgere gli enti formativi e le aziende del territorio per metterli in relazione con i cittadini. L’amministrazione ha il compito di offrire una cornice e di fare da “contenitore” per favorire l’incontro fra i vari soggetti che operano nel mondo del lavoro e della formazione.
Il format proposto sembra funzionare: seminari, opportunità concrete di incontrare le aziende…
La formula ricalca quella dell’anno scorso, anche se abbiamo introdotto diverse novità.
A questa edizione ha partecipato un numero maggiore di aziende. Nel 2024 la Job Week si svolgeva su un unico piano della Villa, quest’anno abbiamo raddoppiato. Hanno preso parte all’iniziativa anche aziende del calibro di Atm e Ferrovie dello Stato, imprese a partecipazione pubblica, che sono alla ricerca di personale.
Ci siamo impegnati a migliorare il format per agevolare sempre di più l’incontro fra le scuole, le associazioni e le imprese. Gli studenti hanno necessità di entrare nell’ottica di intraprendere una professione e hanno bisogno di avere un’idea del contesto lavorativo verso cui saranno chiamati a muovere i primi passi. C’è necessità di una formazione continua che si trasmette anche al di fuori del plesso scolastico. Occorre trasmettere informazioni utili ai ragazzi: come, ad esempio, redigere un curriculum e sapere affrontare un colloquio.
Avete coinvolto soprattutto le aziende che hanno un legame con il nostro territorio…
Certamente. Abbiamo in mente una realtà molto importante, il Nord Milano, che va oltre il singolo campanile, e che ha grandi potenzialità.
Nel colloquio con alcune aziende presenti alla Job Week abbiamo notato che, in alcuni casi, c’è una certa difficoltà a trovare il personale. Qual è il suo parere a tal proposito?
È esattamente ciò che ci viene riferito quando andiamo a trovare alcune realtà del nostro territorio. Si fa fatica, per esempio, a trovare un tornitore, un operaio specializzato. Alcuni lavori, per vari motivi, attirano poco i giovani. Notiamo che, per esempio, c’è una difficoltà a stare in fabbrica. I giovani hanno talvolta ambizioni diverse e sono restii nell’intraprendere alcune carriere e fare determinati mestieri. Molti lavoratori, prossimi alla pensione, non sono sostituiti dai giovani. Non c’è più lo scambio generazionale che un tempo assicurava il futuro di alcune professioni. Credo quindi sia importante l’attività svolta da alcune scuole del nostro territorio come Ciofs, Istituto Mazzini e i Salesiani che abituano lo studente a relazionarsi con le aziende già durante il loro percorso formativo. Quindi i ragazzi iniziano a stare in officina, in panetteria e a prendere confidenza con l’ambiente dove un giorno potrebbero iniziare la loro attività lavorativa.
Pensate di apportare qualche modifica alla manifestazione per il prossimo anno?
Ci penseremo a bocce ferme, finita la manifestazione. Già rispetto allo scorso anno ci sono stati dei miglioramenti significativi: l’iniziativa ha avuto il sostegno di Anci e di Regione Lombardia, intervenuta con un progetto strutturato. Oggi (venerdì 4 aprile, ndr.) sono intervenuti anche parlamentari e consiglieri regionali che hanno portato la loro esperienza. Quest’anno – è da sottolineare – l’evento è parte integrante del progetto “Start up your Ciny”, che ha ottenuto un significativo finanziamento regionale nell’ambito del bando “la Lombardia è dei giovani 2024” per coinvolgere i giovani in percorsi di orientamento lavorativo, auto imprenditorialità e formazione.
Qual è, infine, il bilancio della Job Week 2025?
Positivo e da lunedì inizieremo già a lavorare per l’edizione del prossimo anno. Questa iniziativa mette al centro la persona, il lavoratore, le aziende. Il nostro compito è lavorare sugli strumenti che possono essere utilizzati al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati.
A.d.l.





