La drammatica vicenda del piccolo Leone, il neonato abbandonato sotto un albero a pochi passi dalla chiesa della Sacra Famiglia a Cinisello Balsamo, ha scosso profondamente l’intera comunità del Nord Milano. Davanti a un fatto di cronaca così doloroso, ripreso ampiamente dai media nazionali, la reazione immediata dell’opinione pubblica è stata una miscela di incredulità e sdegno.
Com’è possibile che a due passi dalla modernissima e interconnessa Milano una madre si trovi a compiere un gesto simile, lasciando il proprio figlio dentro a un sacchetto di plastica strettamente annodato?
Le ragioni profonde e la solitudine che hanno spinto la donna – forse aiutata da qualcuno – a una scelta così estrema restano ancora da chiarire. Tuttavia, come ha giustamente sottolineato via social Debora Giovanati, consigliera del Comune di Milano, “non basta indignarsi. Non basta commentare una notizia, condividere un articolo o cercare un colpevole. L’indignazione, se vuole avere un senso, deve trasformarsi in responsabilità, prevenzione e azioni concrete”.
Il parto in anonimato e le “culle per la vita”
Le alternative all’abbandono in strada esistono, sono sicure e sono regolate dalla legge, a partire dal parto in anonimato in ospedale fino alle “culle per la vita”. Strutture termiche e protette, collegate h24 con il personale medico, sono attive da anni vicino a noi, come alla Clinica Mangiagalli di Milano o all’Ospedale San Gerardo di Monza. Eppure, se queste opzioni non vengono intercettate, significa che c’è ancora un vuoto d’informazione e di supporto che va colmato.
A Cinisello Balsamo c’è chi questo vuoto cerca, eroicamente, di riempirlo ogni giorno, da circa vent’anni. Sono i volontari del Centro di Aiuto alla Vita (CAV) con sede in via Trieste 1, una realtà che si prende carico del bisogno di donne e famiglie che vivono varie fragilità nell’affrontare una gravidanza.
“Il recente fatto di cronaca ci ha profondamente colpito” racconta il presidente del CAV cinisellese, Giuseppe Petrucci. “Anche perché le alternative per tutelare la vita del bambino e della madre ci sono. Ma sono sempre più numerose le donne che, davanti alla prospettiva di una gravidanza, si trovano in grave difficoltà. Attualmente ne aiutiamo più di cento, per la maggior parte di origine straniera, ma la domanda di aiuto nella nostra città è in costante crescita”.
La sfida quotidiana del CAV è enorme, soprattutto perché l’associazione non riceve contributi pubblici: “La nostra attività si regge sul puro volontariato, sul nostro impegno e sulle donazioni che riceviamo. Gli alimentari, ad esempio, arrivano dall’attività del Banco Alimentare”, spiega Petrucci.
Il metodo di intervento del Centro è tanto semplice quanto fondamentale: tutto parte da un primo colloquio accogliente e privo di giudizio, pensato per ascoltare la donna in difficoltà e strutturare un aiuto su misura. Affinché tragedie come quella del piccolo Leone non si ripetano, la strada è una sola: far sapere a ogni donna vulnerabile del nostro territorio che non è sola e che in via Trieste 1, così come nelle strutture sanitarie della zona, troverà sempre una mano tesa.
ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO:
Martedì dalle 10:00 alle 12:00
Giovedì dalle 16:00 alle 18:00
Apertura in altri giorni su appuntamento
Per saperne di più: https://www.centrodiaiutoallavita-onlus-cinisellobalsamo.it/
Angelo De Lorenzi






