Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di Vincenza La Rocca, esponente di Italia Viva: “La politica locale viene spesso raccontata attraverso le polemiche quotidiane, i comunicati e le schermaglie tra maggioranza e opposizione. Ma i cambiamenti più importanti avvengono quasi sempre sotto traccia, quando mutano gli equilibri tra i partiti e si ridefiniscono le leadership.
È per questo che il commissariamento della Lega a Cinisello Balsamo merita qualcosa di più di una cronaca sulle vicende interne. Al di là delle responsabilità che spettano al partito affrontare, è interessante capire quali effetti potrà produrre sul centrodestra cittadino. Perché quando un partito viene commissariato, il problema non riguarda mai soltanto quel partito. Cambiano gli equilibri, cambiano i rapporti di forza e, spesso, cambiano anche le prospettive di un’intera coalizione. Per anni la Lega è stata il motore della coalizione. Ha costruito consenso e rappresentato il punto di riferimento di una parte importante dell’elettorato. Oggi quel ruolo non è più così scontato. Del resto, sarebbe strano il contrario. La politica cambia, e con essa cambiano i rapporti di forza.
Fratelli d’Italia è ormai il partito guida del centrodestra italiano e sarebbe ingenuo pensare che questo non produca conseguenze anche nei territori. Le dinamiche locali non sono mai una semplice fotocopia di quelle nazionali, ma prima o poi finiscono per risentirne. A rendere ancora più interessante il quadro, però, c’è un altro elemento. La nascita di Futuro Nazionale, il movimento promosso dal generale Roberto Vannacci, introduce una variabile che fino a poco tempo fa non esisteva. Per la Lega non si tratta soltanto di confrontarsi con un alleato sempre più forte, ma anche con una nuova forza politica che guarda allo stesso elettorato e che ambisce a rappresentarne la componente più identitaria. È qui che il commissariamento assume un significato diverso. Una crisi interna, da sola, può essere superata. Ma quando arriva in una fase di ridefinizione dell’intero spazio politico, ogni passaggio pesa il doppio. Ogni dirigente che cambia strada, ogni amministratore che prende le distanze, ogni militante che sceglie un’altra esperienza politica contribuisce a spostare gli equilibri. Naturalmente nessuno può dire oggi quale sarà l’esito di questo processo. Quello che invece appare già evidente è che il centrodestra cinisellese non è più quello che abbiamo conosciuto negli ultimi dieci anni. E questo riguarda tutti. Riguarda il centrodestra, chiamato a ridefinire la propria leadership e il proprio assetto. Ma riguarda anche chi oggi siede sui banchi della maggioranza e chi, come l’area riformista, guarda alla politica cittadina con una prospettiva diversa. Perché le elezioni comunali non si vincono sulle difficoltà degli avversari. Le amministrative premiano chi riesce a costruire una proposta credibile, una squadra riconoscibile e un’idea di città capace di parlare anche a chi non appartiene a un campo politico preciso. In questo senso, ciò che sta accadendo nella destra cinisellese è un tema che va oltre la destra stessa. È il segnale che una fase politica si sta chiudendo e che un’altra sta iniziando. Capire dove porterà questo cambiamento è ancora impossibile. Ignorarlo, invece, sarebbe un errore. Perché la politica, soprattutto nei Comuni, raramente cambia all’improvviso. Prima manda segnali. E il commissariamento della Lega è uno di quelli.”





