HomeBreaking NewsTragedia di Cinisello, parla un residente di via Casati: "Dove sono le...

Tragedia di Cinisello, parla un residente di via Casati: “Dove sono le istituzioni? Cittadini a rischio”

La notizia della tragedia di via Casati, avvenuta ieri mattina, ha lasciato sgomenti. Si è trattato del drammatico omicidio di un pensionato di 73 anni (Giuseppe Arena) aggredito con un pestello da mortaio, poi cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme all’alba. A compiere il gesto è stato il figlio 47enne, fermato dai Carabinieri, affetto da problemi psichiatrici. Abbiamo avvicinato un residente che, per ragioni comprensibili, vuole mantenere l’anonimato.

Come ha appreso la notizia?
In genere mi alzo molto presto. Ho sentito il trambusto, mi sono affacciato e c’erano  i vigili del fuoco e i carabinieri. Ho capito subito che era successo qualcosa di molto grave.

Conosceva la vittima?
Di vista, come capita per altre persone che abitano nel nostro condominio. Sapevamo che il figlio aveva dei problemi di salute, ma non abbiamo approfondito perché siamo abbastanza riservati. E qui ognuno ha le sue storie. Con alcuni dei vicini capita di rimanerci a parlare per delle belle mezz’ore, con altri ci si saluta velocemente e basta. In genere c’è una certa cordialità, specie fra la gente che si conosce da anni, anche se non mancano le beghe di condominio e certi problemi che ci portiamo appresso da anni.

Sono rimasto sconvolto per ciò che è accaduto ieri: un figlio che uccide un padre… Poi ha saputo che non stava bene, ma mi sono chiesto: chi ha permesso che uscisse dall’ultima struttura che lo aveva accolto? Non sappiamo bene se fosse ancora in cura e se dovesse prendere delle medicine. Da alcuni vicini ho appreso che era stato il padre a volerlo in casa nell’ultimo periodo. Insomma, un dramma nel dramma, ma non si doveva arrivare fino a questo punto: la politica, le istituzioni, si devono svegliare e mettere una mano sulla coscienza. Non si può tornare ai vecchi manicomi, ma occorre vigilare di più su una situazione a rischio come questa. E poi mi risulta che avesse già ucciso un anziano qui vicino, nel bar di viale Rinascita. Insomma, era pericoloso.

Come si vive in via Casati?
Abito  qui da oltre dieci anni con mia moglie proprio nella stessa scala dove è avvenuto il fatto di ieri. Devo ammettere che i primi tempi ci siamo trovati bene, ad eccezione solo della mancanza cronica di parcheggi per le auto. Ci sono comunque tante piccole comodità e un quartiere a misura di famiglia. Non era raro incontrarsi per strada e salutarsi anche se non ci si conosceva bene. A Balsamo si respira un po’ una vita di paese. Anche i minimarket della zona sono comodi. Un asilo vicino, la fermata dell’autobus per andare a Milano, i negozi di prossimità come i piccoli supermercati.  Poi, però, con il passare del tempo, le cose sono cambiate. In peggio.

In che senso?
Prendiamo piazza Costa che non è tanto distante da noi. Andavamo per fare una passeggiata e per mangiare il gelato. Sono spariti alcuni negozi  e c’è un senso di insicurezza generale. Un nostro vicino ha messo una pietra sopra Cinisello e si è trasferito a Brugherio perché non si riconosceva più in questa città. Da certi bar, anche vicino a noi, meglio tenere le distanze eppure sono il luogo preferito di tante persone, soprattutto gli anziani, della nostra zona che forse non sanno dove trascorrere diversamente il tempo. L’altro giorno una persona si è fermata e voleva parlarmi. Saranno state le dieci di sera ed ero fuori a fare una passeggiata. Era in bici, cercava soldi con una certa insistenza.  Era italiano. Ho preso paura perché non mi sembrava un tipo affidabile. Dopo una certa ora uscire in strada a Cinisello è diventato sempre più pericoloso. Non si sa più a che cosa si può andare incontro.

Ma non vi sentite protetti dalle forze dell’ordine? Avete la stazione dei Carabinieri a due passi..

Sì, è vero. La loro presenza a due passi da via Casati è sempre stato un fattore rassicurante. È come sentirsi protetti. Sai a chi puoi andare a bussare ad ogni ora del giorno e della notte, ma non basta più. L’altro giorno, proprio su NordMilano24, ho letto di quel tizio che andava in giro nudo e con delle forbici per le vie di Cinisello. Ma stiamo scherzando?  Che cosa ci stanno a fare le leggi? Chi ha dato il permesso a questa persona di girare indisturbato?

Che cosa le resta di quello che è successo?
Sinceramente non so darmi spiegazioni. Ci sono disgrazie più grandi di noi. Chi abita in via Casati vive un certo senso di appartenenza e quando capita una cosa del genere è come se la cosa ti appartenesse. Speriamo almeno che questa tragedia faccia riflettere i nostri politici e le nostre istituzioni che devono proteggerci e metterci al riparo da situazioni del genere.

ARTICOLI CORRELATI