Il Festival della Biodiversità celebra quest’anno la sua XX edizione, un traguardo importante per una delle più longeve e riconosciute esperienze italiane dedicate al rapporto tra natura, cultura, cittadinanza e sostenibilità. Nato e cresciuto nel cuore del Parco Nord Milano, il Festival ha saputo in questi vent’anni trasformarsi da appuntamento locale a piattaforma culturale capace di coinvolgere scuole, famiglie, imprese, comunità scientifica, istituzioni e terzo settore.
Nel tempo il Festival è diventato un punto di riferimento per la divulgazione ambientale urbana: solo nell’ultima edizione ha registrato oltre 12.000 fruitori sui circa 37 eventi inseriti all’interno della rassegna.
Biodiversità, non uno slogan
Per il suo ventesimo anniversario, il Festival sceglie di non individuare un singolo tema di approfondimento, ma di concentrarsi sulla parola essenziale: Biodiversità. Non uno slogan, ma un invito ad approfondire il tema nella sua complessità ecologica, sociale, culturale e politica. Una riflessione necessaria in un tempo in cui la biodiversità non è più solo ciò che va protetto, ma la condizione stessa della nostra esistenza.
Da questa riflessione nasce quindi il Manifesto 2026-2028, il documento strategico che accompagnerà il percorso del Festival nei prossimi tre anni e ne orienterà contenuti, linguaggi e alleanze.
Il Manifesto parte da una consapevolezza chiara: oggi la biodiversità non può più essere raccontata soltanto come elenco di specie da proteggere, ma come trama viva di relazioni che intreccia ecosistemi, persone, economie, culture e territori. Una rete complessa di cui anche l’essere umano fa parte e rispetto alla quale è chiamato ad assumersi nuove responsabilità.
Nei prossimi tre anni il Manifesto guiderà la costruzione di una piattaforma sempre più aperta e internazionale, capace di mettere in dialogo parchi, istituzioni, università, imprese, comunità territoriali, artisti e cittadini, con l’obiettivo di fare del Festival della Biodiversità un laboratorio europeo permanente sui temi del vivente.
In questa prospettiva, il Festival non intende offrire risposte semplici, ma porre le domande giuste: che tipo di mondo stiamo costruendo? Come possiamo abitare la trasformazione senza impoverire il futuro?
La XX edizione si distingue anche per una forte rete di collaborazioni territoriali e nazionali che si estende oltre la rete di relazioni più vicine al parco e che da sempre si occupano di animazione ed educazione ambientale. Fondamentale infatti quest’anno il supporto del Parco Nazionale dell’Asinara, dove il Festival realizzerà un prefestival speciale in occasione di Europarc, con una diretta streaming sui canali del Festival il 29 maggio, grazie al supporto del Parco Geominerario della Sardegna e alla Fondazione di Sardegna.
Partner istituzionale di rilievo da quest’anno è il Museo di Storia Naturale di Milano, che ospiterà la conferenza stampa ufficiale il 22 maggio alle ore 11.00, confermando il proprio ruolo centrale nel dialogo tra ricerca scientifica e divulgazione pubblica.
Il Museo di Storia Naturale, infatti, non è solo custode di straordinarie collezioni, ma promuove la partecipazione del pubblico nella costruzione di un futuro che rispetti e protegga il patrimonio naturale. In risposta alle urgenti sfide ambientali – come la perdita di biodiversità, il cambiamento climatico e l’inquinamento –, il museo organizza attivamente conferenze, laboratori didattici per le scuole e mostre temporanee. La sua missione è sensibilizzare visitatori di ogni età, adottando linguaggi e prospettive diverse, e fornire loro le conoscenze e gli strumenti scientifici necessari per comprendere la complessità degli ecosistemi e l’impatto delle attività umane.
Ad affiancare il Festival offrendo spazi e contenuti è anche MM spa, azienda da sempre attenta ai temi della sostenibilità e alla valorizzazione del bene comune tanto da aver consolidato la propria missione evolvendo l’assetto statutario in Società Benefit nel 2025 integrando stabilmente, accanto agli obiettivi economici, finalità di carattere sociale e ambientale, con particolare attenzione al miglioramento delle condizioni dell’abitare pubblico, alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e alla promozione di pratiche sostenibili.
Ulteriore nuova relazione di questo ventennale di Festival è quella che vede il contributo creativo di WOP – Women Open Project, e di Roots Sardegna che hanno collaborato alla costruzione del programma culturale, portando all’interno del Festival una versione ridotta del proprio festival Selvatica-MI, arricchendo ulteriormente il dialogo tra Milano e i territori mediterranei.
Non si perdono inoltre le relazioni consolidate, quali quelle con la cooperativa Koinè, con le associazioni A passo d’Asino, Cinevan, Idea e Ecomuseo Urbano, Orticà e OrtoComune Niguarda, oltre che le collaborazioni con Slowfood e il MIC – Cineteca Milano, a garanzia di una programmazione fruitiva ed educativa di qualità e fortemente radicata sul territorio.

Il nuovo Comitato Scientifico e Artistico
Per inaugurare il nuovo ciclo 2026-2028, il Festival si è dotato di un rinnovato Comitato Scientifico composto da figure di alto profilo provenienti da università, ricerca, ecologia, politiche pubbliche e innovazione:
Valentina Capocefalo, geografa e ricercatrice dell’Università degli Studi di Milano, specializzata nei servizi ecosistemici culturali, nella relazione tra biodiversità, società e progettualità agroecologiche.
Donato Giovannelli, professore ordinario di microbiologia all’Università Federico II di Napoli, studia il ruolo dei microrganismi negli ecosistemi estremi ed è tra i più autorevoli divulgatori italiani sul rapporto tra vita e pianeta.
Caterina La Porta, professoressa ordinaria dell’Università degli Studi di Milano, esperta di sistemi complessi e approcci integrati tra salute, ambiente, innovazione e biodiversità.
Annalisa Molgora, antropologa culturale e sociale dell’Università di Milano-Bicocca, impegnata nello studio delle trasformazioni contemporanee, delle comunità e delle dinamiche socio-ambientali.
Vittorio Pecoraro, analista di politiche pubbliche e dottorando in sostenibilità e Agenda ESG, con esperienza nelle istituzioni europee e nella gestione di programmi pubblici strategici.
Stefania Pinna, biologa marina, ecologa ed esperta di ecopsicologia, attiva nei campi della conservazione della biodiversità, dell’educazione ambientale e del benessere legato al rapporto con la natura.
Giorgio Vacchiano, docente dell’Università degli Studi di Milano e tra i più autorevoli esperti italiani di foreste, crisi climatica e gestione sostenibile degli ecosistemi forestali, già segnalato da Nature tra i migliori scienziati emergenti al mondo.
La Direzione Artistica è invece affidata a professionisti della scena culturale contemporanea:
Saul Beretta, direttore creativo di Musicamorfosi, ideatore culturale e tra i più originali innovatori italiani nel dialogo tra musica, territori e spazio pubblico.
Chiara Boscaro, autrice, dramaturg e manager culturale, attiva a livello internazionale nella nuova drammaturgia e nella progettazione artistica contemporanea.
Davide Dall’Ombra, direttore di Casa Testori, storico e critico d’arte, protagonista del dialogo tra cultura, arti visive e nuovi linguaggi contemporanei.
Eva Vallania, artista multidisciplinare e curatrice indipendente, impegnata nella ricerca tra arti visive, pratiche collaborative e sperimentazione contemporanea.
Lorenza Zambon, cofondatrice di Casa degli Alfieri, attrice, autrice e figura storica del teatro di natura italiano, tra le realtà culturali più significative del Monferrato.
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Il calendario della XX edizione del Festival della Biodiversità
22 maggio – ore 11.00
Conferenza stampa presso il Museo di Storia Naturale di Milano
29 maggio
Diretta streaming speciale dal Parco Nazionale dell’Asinara (prefestival Europarc)
30 e 31 maggio
Due giornate evento con tendata in Cascina al Parco Nord Milano
Dal 3 al 7 giugno
Programmazione diffusa per famiglie, scuole, cittadinanza e comunità interessate.







