A seguito dell’approvazione del Bilancio previsionale 2026-28, il Consiglio comunale ha deliberato le aliquote e le detrazioni dell’imposta municipale propria (IMU) per l’anno 2026. Imposta per la quale è stato quantificato un gettito pari a 9,8 milioni di euro.
La novità riguarda due fattispecie di unità immobiliari per le quali l’aliquota viene ridotta dal 1,06% allo 0,86%: le abitazioni che vengono concesse in comodato d’uso gratuito ad ascendenti o discendenti in linea retta fino al secondo grado utilizzate come abitazione principale. Mentre restano invariate tutte le altre aliquote.
La riduzione pesa sul bilancio di previsione circa 100mila euro. Una decisione questa che arriva da una proposta votata all’unanimità dal Consiglio Comunale.
Esenti invece gli immobili dati in comodato gratuito al Comune e ad altro ente esclusivamente per scopi istituzionali e gli immobili di proprietà onlus o del Terzo settore destinati ad attività sociali, assistenziali, culturali, etc.
“Pur in un contesto economico ancora complesso, ci siamo presi l’impegno di alleggerire la pressione fiscale locale, sostenendo in particolare le famiglie che mettono a disposizione un immobile per i propri figli o genitori e di lasciare invariate le altre aliquote. Si tratta di una misura economica che dimostra una gestione responsabile del bilancio comunale, capace di coniugare sostenibilità finanziaria e sostegno alla comunità. La riduzione dell’IMU sui comodati gratuiti va nella direzione di una fiscalità più equa e attenta, che favorisce l’accesso alla casa”, ha dichiarato il sindaco Giacomo Ghilardi.
Soddisfatto il Partito democratico, che rivendica il risultato come frutto del lavoro svolto in aula durante la discussione sul bilancio. L’intervento, del valore complessivo di circa 100 mila euro, nasce da un ordine del giorno presentato dai consiglieri Mariarita Morabito e Marco Tarantola e accolto dalla maggioranza.
«Non è giusto assimilare situazioni profondamente diverse – dichiara la consigliera comunale Mariarita Morabito –. Da un lato vi sono immobili concessi gratuitamente a familiari che li utilizzano come prima casa, contribuendo a soddisfare un’esigenza abitativa senza generare alcun profitto per il proprietario; dall’altro vi sono seconde case immesse sul mercato della locazione e destinate a produrre reddito. È una distinzione di buon senso che finalmente viene riconosciuta».
Soddisfatto il PD
«Questo risultato dimostra che un’opposizione seria e competente sa incidere concretamente sulle scelte amministrative e produrre soluzioni utili per i cittadini – dichiara il capogruppo PD Marco Tarantola –. È la conferma della nostra vocazione di governo: un’alternativa credibile, capace di assumersi responsabilità e guidare il cambiamento con proposte concrete e visione amministrativa».
Per il Partito Democratico, questo risultato rappresenta un primo passo verso una politica fiscale comunale più equa ed equilibrata.




