Lun. 16 Mar. 2026
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Dolore e speranza con la Crocifissione di Hans Memling

La mostra al Museo Diocesano di Milano, dal 19 febbraio al 17 maggio, inaugurata in preparazione della Pasqua, mette in dialogo il capolavoro di uno dei più importanti artisti del Rinascimento fiammingo con le opere di quattro artisti contemporanei

Al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano arriva, dal Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza, la «Crocifissione» di Hans Memling, capolavoro del maestro fiammingo che dialoga con le opere di quattro artisti contemporanei: Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli. Si rinnova così l’appuntamento del museo milanese con la grande arte, dedicando ad un capolavoro la consueta esposizione organizzata in occasione della Quaresima e della Pasqua.

Tra i protagonisti del Rinascimento, Memling si formò tra Colonia e Bruxelles e verso il 1465 si trasferì a Bruges, tra i centri artistici più importanti del tempo, dove ebbe grande riscontro e produsse opere a soggetto religioso, devozionali e ritratti. Il dipinto su tavola, realizzato tra il 1467 e il 1470, è la parte centrale di un trittico ora smembrato e conservato in tre diverse città, ed è una delle prime versioni che il pittore ha dedicato al’episodio alla crocifissione di Cristo.
«Siamo davanti a un capolavoro assoluto – spiega Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano – che invita a fermarsi davanti ad esso, a osservare ogni singolo dettaglio e a “stare” davanti al crocifisso e al dolore. È un’opera che ci chiede di guardarla con lentezza».

«Quando arriva una richiesta di prestito – racconta Valeria Cafà, direttrice dei Musei Civici di Vicenza – ci si mette sempre un po’ sull’attenti: le domande sono tante, le valutazioni su più livelli. L’opera in questione è davvero un’eccellenza. Nadia è venuta a trovarmi, ha parlato dell’attività che fanno al Museo Diocesano e questo mi ha convinto a far arrivare la tavola a Milano».
«Ciò che è rappresentato da Memling – afferma Giuseppe Frangi, presidente dell’Associazione Giovanni Testori e co-curatore della mostra – ha una caratteristica di dolorosa intimità e chiede da parte  un atteggiamento di grande discrezione da parte degli artisti. Essi sono chiamati a “scrutare” per intercettare tanti dettagli, compositivi, cromatici e iconografici».

«Dopo il grande successo dell’esposizione al pubblico del Presepe del Londonio da noi sostenuto, abbiamo scelto di proseguire il rapporto di collaborazione e sostegno alle iniziative del Museo Diocesano Carlo Maria Martini perché rappresenta indubbiamente uno dei punti di riferimento culturali più iconici per la città di Milano – spiega Chiara Carotenuto, Partner PwC Italia, responsabile della comunicazione e del Progetto PwC per la cultura – e in questa prospettiva abbiamo quindi ritenuto di continuare a lavorare con il museo che è sicuramente una perla. Il progetto ci piace moltissimo e lo abbiamo supportato soprattutto per la sua capacità di dialogare con la tradizione e sapersi confrontare anche con la contemporaneità».

Il programma di conferenze

È stata predisposta una serie di incontri di approfondimento presso il Museo Diocesano a partire  dedicati ai grandi temi storico-artistici, evangelici e iconografici intorno a questo dipinto. Si parte incontrando don Alberto Cozzi, teologo e docente, il 10 marzo; poi sarà la volta del professor Giovanni Villa, il 24 marzo. In programma anche un dialogo, il 31 marzo, con alcune persone con disabilità di Cooperativa Arcipelago-Anffas NordMilano, dopo la collaborazione intrapresa con il Museo Diocesano nel 2024 in occasione della mostra “Divine Creature. Arte e disabilità”. L’appuntamento conclusivo è con don Paolo Alliata, responsabile del Servizio per l’Apostolato Biblico della Diocesi di Milano.
La mostra è aperta dal 19 febbraio al 17 maggio.
Gli incontri si svolgono a partire dalle 18.
Info: tel. 02.89.42.00.19

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