Si avvicina il Natale, e forse anche l’urgenza di riscoprire il senso del dono. C’è un’iniziativa bella e contagiosa che si chiama il «Pasto sospeso»: si prefigge di erogare pasti gratuiti ai bisognosi. L’iniziativa si ispira alla tradizione del «caffè sospeso» di origine napoletana, ma è ben piantata nel pragmatismo tipicamente brianzola, ancora alla tradizione caritatevole della Chiesa, aperta a tutti gli uomini di buona volontà.
L’idea è offrire una piccola donazione che viene effettuata nei ristoranti ed esercizi commerciali (più di sessanta) che aderiscono all’iniziativa.
Si trovano la maggior parte a Monza e in alcune località della Brianza, come Lissone, Seregno, Muggiò e Carate Brianza.
L’erogazione del «pasto sospeso» non avviene nel ristorante o nell’esercizio commerciale dove è stata effettuata la donazione, ma attraverso le strutture già esistenti operanti nel territorio di riferimento per la distribuzione di pasti gratuiti ai bisognosi. La struttura che viene sostenuta dal progetto è la San Vincenzo de Paoli di Monza.
Come funziona il “Pasto sospeso”
Le donazioni, sotto forma di pasti sospesi, sono raccolte presso punti di presenza convenzionati con il progetto ed in particolare nei ristoranti che aderiscono all’iniziativa.
Il valore del pasto sospeso è di 5 euro equivalente al costo di un pasto effettivo erogato presso la mensa operata dalla San Vincenzo.
I ristoranti ricevono un kit che contiene: una vetrofania per segnalare ai clienti l’adesione del ristorante al progetto, una locandina informativa, dei blocchetti di ricevute numerate per la certifica zione delle donazioni, dei segnalibro che possono essere utilizzati per essere allegati al conto di un tavolo ricordando che nel locale può essere effettuata la donazione e delle pins che possono essere indossate dal personale di servizio.
Il donatore, informato/i dell’iniziativa attraverso i canali di comunicazione prevista o attraverso il segnalibro che accompagna il conto, può fare una o più donazioni di pasti sospesi. Il gestore del locale consegnerà al donatore una ricevuta numerata per ogni donazione effettuata.
Per il ristorante non esistono complicazioni fiscali o di altra natura.
Le donazioni vengono interamente e completamente trasferite alla San Vincenzo per mezzo di un servizio di volontari del RotarAct che settimanalmente si recano nei locali aderenti per raccogliere le donazioni effettuate e le consegnano al responsabile designato.
A garanzia della completa trasparenza il donatore può verificare nel sito web dell’iniziativa (che viene aggiornato settimanalmente) sia le donazioni che sono state raccolte nei singoli ristoranti, sia il numero di pasti erogati.
L’associazione San Vincenzo de Paoli
L’ associazione San Vincenzo de Paoli sostiene famiglie e persone in difficoltà.
Un’importante componente di questo aiuto è dato dalla distribuzione del “Pacco Alimentare”. Nel 2015 le persone aiutate sono state più di 3.600 con una distribuzione di circa 28.000 pacchi alimentari. Generalmente i pacchi vengono preparati con prodotti prevalentemente secchi forniti dal Banco Alimentare e con prodotti freschi acquisiti direttamente dalla San Vincenzo. Presso il Centro Polifunzionale Asilo Notturno, da anni gestito in convenzione con il Comune di Monza, vengono erogati circa 90 pasti (tra caldi e al sacco) al giorno (50 a pranzo, e 40 a cena). La San Vincenzo De Paoli di Monza, collabora per l’erogazione dei pasti con la Caritas Decanale di Monza, che distribuisce ticket settimanali di accesso alla mensa alle persone in stato di necessità, ed il Banco Alimentare che fornisce i prodotti AGEA. Oltre ai pacchi la San Vincenzo aiuta chi non è in grado di pagare le bollette gas, la luce, le medicine.
Adl





