“Ciao Divina Mabel, sarai sempre la stella più splendente nell’universo GEAS”, così ha postato la squadra sui social. Liliana ‘Mabel’ Bocchi è morta questa mattina, a 72 anni, nella sua casa in Calabria, dopo aver lottato per alcuni mesi contro una grave malattia. L’atleta, nata a Parma, iniziò la carriera nel 1968 con la Partenio Avellino, che portò subito alla promozione in Serie A. L’anno successivo il trasferimento al Geas Sesto San Giovanni dove ha scritto pagine importanti nella storia della pallacanestro italiana femminile tra gli anni ’70 e ’80, capace poi di reinventarsi, giornalista sia televisiva (alla Domenica Sportiva), sia della carta stampata (Corriere della Sera e Gazzetta dello sport) con incursioni anche nella politica.
Mabel Bocchi, icona dello sport sestese
Tutto il mondo del basket e dello sport, la piange. La ricordano in particolare a Sesto San Giovanni, visto che il fortissimo “centro” con la casacca rossonera del Geas ha ottenuto i suoi migliori successi in carriera portando per la prima volta nel 1974 una squadra italiana a vincere la Coppa dei campioni. Con il Geas ha festeggiato anche otto scudetti consecutivi negli anni ’70. Tante le soddisfazioni anche con la maglia della Nazionale con cui disputò tre edizioni del campionato europeo, conquistando il terzo posto nell’edizione italiana del 1974, e una del campionato mondiale, nel 1975 in Colombia, concluso al quarto posto assoluto e con il personale di miglior realizzatrice.
Angelo De Lorenzi
Mabel Bocchi: “Basket, politica e tv, le mie lotte verticali contro le ingiustizie’
L’intervista a Repubblica con Gianni Mura




