Nel contesto del cammino giubilare, il gruppo cultura del decanato di Cinisello Balsamo propone il IV appuntamento del format “Per un futuro di speranza: uno sguardo critico e appassionato alla ricerca di nuove prospettive di vita”, ospitato in Villa Casati Stampa venerdì 14 novembre alle ore 21.
Ospite della serata sarà don Marco Pozza, sacerdote e scrittore, oggi parroco del carcere Due Palazzi di Padova che dialogherà con Luciano Gualzetti, presidente dell’Opera Cardinal Ferrari e già direttore di Caritas Ambrosiana con un lungo percorso di impegno professionale nel settore umanitario, sulla posizione della Chiesa di fronte alle sfide delle nuove povertà, sollecitati dalla provocazione ‘GLI ULTIMI SARANNO DAVVERO I PRIMI?’. Pozza e Gualzetti affronteranno il tema a partire dalla Esortazione apostolica sull’amore verso i poveri di Papa Leone XIV Dilexi te, una lettura attenta delle vecchie e nuove povertà, alla ricerca di scelte coraggiose per essere cittadini che affrontano la realtà e non si girano dall’altra parte.
Don Marco Pozza è un volto noto del panorama televisivo di approfondimento culturale e religioso, è infatti autore e conduttore di alcuni programmi quali Padre Nostro (Tv2000, 2017), Ave Maria (Tv2000, 2018), Io credo (Tv2000, 2020), Dei vizi e delle virtù (Discovery Channel, 2021) che hanno avuto la partecipazione fissa di Papa Francesco e dai quali sono nati altrettanti bestseller editi da Rizzoli tradotti in tutto il mondo. Nell’autunno 2022 scrive e conduce Il Discorso della montagna (Canale5, 2022) e attualmente per Rai1 conduce dei cicli di puntate de Le ragioni della speranza, la rubrica settimanale del programma A Sua immagine. Con la sua scrittura dissacrante e profonda, per San Paolo ha pubblicato una trilogia sulla figura di Cristo (L’imbarazzo di Dio, L’agguato di Dio, L’iradiddìo). A seguire Il contrario di mio, Ciò che vuoto non è e L’invidia di Satàn. Insieme alla comunità del carcere padovano ha ideato e scritto i testi della famosa Via Crucis 2020 celebrata in una Piazza san Pietro deserta a causa della pandemia.





