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Cinisello Balsamo: l’ultimo saluto a Luigi Sala, “Una vera stella, è stato un esempio per tutti”

La chiesa di S. Ambrogio questa mattina era gremita; fuori una pioggia incessante, da funerale. Per l’ultimo saluto a Luigi Sala si sono riuniti gli amici, i parenti, gli sportivi delle squadre nelle loro tute sportive, i frequentatori della parrocchia, soprattutto i ragazzi della Stella Azzurra, di cui Luigi è stato presidente e animatore per lunghi anni, ma anche molte altre persone che lo hanno conosciuto a vario titolo.

Luigi Sala
Luigi Sala

C’è chi lo ricorda in oratorio dove riconosceva tutti i ragazzi, li salutava a uno a uno con il proprio nome. Sposato e padre di quattro figli, ha sempre portato avanti valori di solidarietàaccoglienza e responsabilità, eredità che ha trasmesso non solo alla sua famiglia, ma a intere generazioni di ragazzi e ragazze cinisellesi come attestano i tanti ricordi condivisi in queste ore. Lo sport per lui era gioco e agonismo, ma soprattutto strumento educativo, sociale e umano.

Don Samuele Ferrari, cresciuto nella parrocchia di S. Ambrogio, lo ha ricordato nell’omelia ricorrendo all’immagine delle stelle, che “la pubblicità dice di poter comprare”. “Ma, lo sappiamo bene, le stelle, quelle vere, non si possono comprare perché una stella la si può solo imparare ad amare guardandola, studiandola, dedicandole tempo e passione, proprio come gli astronomi. Perché, talvolta, ci si può innamorare anche di una sola stella”.

“Nella vita di Luigi, che oggi siamo qui ad accompagnare nell’ultimo passaggio di questa vita terrena – ha proseguito don Samuele – , c’è stato questo amore per una stella, semplicemente la stella. Quella società sportiva che per tanti anni ha amato e accompagnato, l’ha guardata, dedicandole tempo e passione insieme a Lino Mandelli, a Luigi Occhipinti e tanti altri”.

“Le stelle non si possono ignorare – ha aggiunto don Samuele, ma possono orientare il cammino, possono darci una mano a trovare una strada nel buio della notte. Luigi, a suo modo, è stata una stella, è stato un punto di riferimento per molti, in particolare come presidente della Stella Azzurra nell’attività a livello istituzionale, della Consulta dello sport”.

“Oggi siamo qui a pregare perché, come abbiamo ascoltato nella lettura del profeta Daniele, nell’ultimo giorno Luigi si possa risvegliare e risplendere come stella per sempre, perché ha provato a condurre molti sulla via della giustizia. Luigi lo ha fatto cercando di inseguire i propri valori, quelli dello sport, dell’oratorio, dell’educazione cristiana”.

“Le stelle, lo sappiamo bene, non si possono comprare, ma noi possiamo provare ad assomigliarvi, perché c’è una luce che brilla in ciascuno di noi, perché ciascuno di noi può diventare punto di riferimento per altri”.

“Sapeva bene che l’obiettivo non era la sua gloria personale, ma il bene degli altri”

“Come tanti educatori – ha aggiunto don Samuele – si è dedicato agli altri, in primo luogo alla famiglia  alla moglie Marilina, ai figli e ai nipoti. Una vita dedicata agli altri, a tutti coloro che incontrava negli ambiti più disparati: il suo obiettivo era incoraggiare le persone a non demordere in vista di ciò che potevano diventare”.

Don Samuele ha poi condiviso un ricordo personale: “Quando ero piccolo, Luigi cominciò a chiamarmi col diminutivo di Samuele, Sam. Poi questo nomignolo è diventato Sammer, e io non sapevo neanche chi fosse, ma nella storia del calcio è stato uno dei pochi difensori a vincere il Pallone d’Oro. Ecco, a quei tempi, ero piccolo, ero un po’ ”paciarotto”, un po’ impacciato, e ogni tanto mi capitava di andare in panchina, ma quando lui mi diceva che gli ricordavo Sammer, riprendevo fiducia”.

“Forse non sono mai diventato un fenomeno nel gioco a pallone, ma pian piano, anche grazie ai suoi incoraggiamenti, sono migliorato. E ciascuno di voi che è qui potrebbe raccontare tanti esempi di questo tipo”.

“Oggi chiediamo che Luigi, come abbiamo pregato insieme nel Salmo, possa abitare nella casa del Signore in eterno, per gustarne la dolcezza e ammirare il suo santuario. Chiediamo e preghiamo che possa risplendere come stella, per sempre, nel cuore di Dio, nel suo braccio misericordioso, consapevoli che, per tanti di noi, Luigi rimarrà nel cuore come una piccola ma significativa stella. Lui, che tra i primi ha avuto una stella nel cuore, una stella che non si può comprare”.
Angelo De Lorenzi

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