Cambiare casacca si può? Dove sta il confine fra opportunità, libertà e spregiudicatezza politica al limite dell’amoralità? La querelle locale in questi giorni naviga sui social dove Fabrizio Vangelista, direttore responsabile de La Città, si produce in un affondo nei confronti di Luigi Magistro, sindaco di Cormano richiamando un suo stesso intervento: “Cambiare casacca può anche starci — la legge lo consente —, ma deve avvenire all’interno della propria coalizione. Lo scrive sui social il sindaco della destra di #cormano secondo cui il passaggio di un consigliere verso un partito che non faceva parte della coalizione diventa “una questione morale e di rispetto nei confronti degli elettori”. Ovvero è cosa assai grave. Il sindaco è intervenuto con queste parole per commentare una proposta sulla sicurezza avanzata dal consigliere di Forza Nuova, uscito qualche mese fa da Fratelli d’Italia e dalla maggioranza e divenuto un oppositore”.
“Le questioni politiche – prosegue Vangelista – stuzzicano il mio interesse tanto da voler ricordare a tutti quanti, anche agli smemorati, che nel 2009 l’attuale sindaco si candidò come consigliere comunale nella lista civica di Roberto Cornelli (centrosinistra) dato per vincente, e vinse. Ma non fu eletto. Entrò successivamente in consiglio comunale grazie alle dimissioni di un suo collega di lista, sedendo di buon grado nelle fila della maggioranza, in rappresentanza della lista Cornelli. Dopo qualche tempo, però, decise di passare all’opposizione senza tuttavia dimettersi dal consiglio comunale. Il suo fu un cambio di casacca clamoroso, mai si era vista una cosa del genere a Cormano”.
“Alla luce di quei fatti, facilmente documentabili,- è l’affondo di Vangelista – non mi pare che l’attuale sindaco sia nelle condizioni di dispensare giudizi di coerenza politica. Oggi guida l’amministrazione, ma credo sia proprio quel suo “peccato originale”, quel furbesco utilizzo del seggio come cavallo di Troia, quella spregiudicatezza nel cambiar casacca, quel tratto qualunquistico di antica tradizione, a segnarne gli evidenti limiti morali e politici, a impedirgli un diffuso apprezzamento tra i cittadini, a farne elemento divisivo piuttosto che unitario” . Così Vangelista.
La replica di Magistro
“Il confronto politico, anche acceso, – è la replica di Luigi Magistro – è parte della democrazia. Tuttavia, quando il dibattito degenera in attacchi personali, manipolazioni e insinuazioni prive di fondamento, è doveroso fare chiarezza”.
“La mia candidatura – prosegue il primo cittadino di Cormano – è sempre avvenuta attraverso una lista civica, non per appartenenza a un partito, ma per rappresentare l’interesse della comunità oltre le sigle. Chi oggi parla di “cambio di casacca” tenta di riscrivere la realtà, evitando di confrontarsi sul merito delle azioni amministrative e sul lavoro svolto in questi anni”.
“Le mie scelte politiche – puntualizza Magistro – sono sempre state trasparenti, pubblicamente motivate e coerenti con i valori del servizio alla cittadinanza. Nel 2009 accettai di candidarmi con una lista civica a sostegno del centrosinistra, convinto — e lo sono tuttora — che a livello locale contino le persone, non i simboli. Dopo due anni di mancato (2011) ascolto e proposte sistematicamente ignorate (come i corsi di nuoto gratuiti per studenti e persone con disabilità, oggi realtà consolidata), fui esortato in modo brusco da un esponente del PD locale a “uscire e farmi il mio partito e farmi votare”.
Magistro: “Non è stato un cambio di casacca”
“Quindi, non si tratta proprio di un cambio di “casacca”. Si tratta della stessa/ stesse persone che oggi sembra/sembrano riscoprirsi custodi dell’etica politica. Paradossalmente, è anche grazie a quella ostilità se ho trovato la forza per proseguire il mio impegno. E i cittadini, per due mandati consecutivi, hanno rinnovato la loro fiducia nel mio operato.
Diverso è il caso del consigliere Festa – conclude Magistro -, che fin dall’inizio ha mostrato insofferenza verso il rinnovamento e ha abbandonato il gruppo consiliare dopo pochi mesi, aderendo poi a un partito di estrema destra, del tutto incompatibile con la coalizione con cui era stato eletto. Per questo motivo la maggioranza ha preso ufficialmente le distanze: il consigliere Festa non rappresenta più la nostra coalizione”.
“In questi giorni, alcuni contenuti diffusi pubblicamente — tra cui immagini manipolate e commenti dal tono derisorio e personale — hanno oltrepassato il limite del confronto civile e rispettoso. Questo non è più dibattito: è distorcere la realtà, svilire le istituzioni, ridicolizzare il ruolo pubblico.
Ricordo che il ruolo di consigliere comunale richiede impegno, studio e rispetto delle regole”.
“Quanto a me – conclude Magistro, ogni mia decisione è stata presa nell’interesse dei cittadini, con coerenza e senso di responsabilità. Le insinuazioni che mettono in dubbio questo percorso superano i limiti del confronto democratico e chi le alimenta se ne assume la responsabilità. Invito tutti, anche chi è animato da legittimo dissenso, a misurare i toni e a non perdere di vista il rispetto che è dovuto, sempre, alle persone e alle istituzioni”.
Angelo De Lorenzi





