HomeAttualitàCultura lombarda: le carte da gioco milanesi, bresciane e bergamasche

Cultura lombarda: le carte da gioco milanesi, bresciane e bergamasche

Uno degli elementi principali della tradizione popolare italiano è senz’altro quello delle carte da gioco, che in ogni regione hanno la loro versione con peculiari caratteristiche. La Lombardia non ha eccezioni e presenta tre mazzi regionali che raccontano una storia fatta di simboli, abitudini e passatempi che vengono tramandati di generazione in generazione. Si tratta delle carte milanesi, bresciane e bergamasche. Al giorno d’oggi, nelle moderne sale da gioco digitali vengono proposte soprattutto le carte da gioco francesi o i mazzi napoletani. Tra categorie di slot, giochi di carte o room di roulette live online non sembra esserci spazio per le varianti regionali, che comunque mantengono un buon radicamento sul territorio, per gli appassionati del gioco dal vivo. Sebbene relegate a un ruolo secondario nell’era del gioco virtuale, queste carte regionali rimangono il simbolo di una cultura locale viva e resistente. Ma andiamo a vedere nel dettaglio le caratteristiche di ciascuno dei tre mazzi lombardi.

Le carte bergamasche

Le carte bergamasche sono tra le più ricercate dagli appassionati per il loro stile distintivo e per alcuni dettagli iconici. Il mazzo è composto da 40 carte con i semi italiani con figure a due teste con una divisione orizzontale. A proposito di semi italiani delle carte da gioco, non tutti sanno cosa rappresentano nello specifico. Sono maneggevoli per via delle loro dimensioni da 50×94 mm e la bordatura interna le dà un’effettiva eleganza sul piano grafico.

Tra le peculiarità c’è quella del 4 di spade, soprannominato margì per via della figura femminile raffigurata al centro. Sull’asso di bastoni compare il motto “VINCERAI”, un chiaro riferimento ai valori dell’onore e della determinazione. Sull’asso di coppe è invece presente l’omaggio alla nobile famiglia degli Sforza, con un disegno a fontana simile a quello delle carte trentine e bresciane. Inoltre, tutte le carte dei denari, detti “ori”, appaiono in rosso e nero, mentre l’asso è rappresentato da un grande cerchio decorato nei toni giallo-arancio. Infine, un’altra particolarità è la presenza di quattro carte aggiuntive in alcune edizioni, che rende il mazzo bergamasco più versatile rispetto agli altri.

Le carte bresciane

Le carte bresciane si distinguono per essere le più folkloristiche della regione lombarda. Il mazzo in questo caso è composto da 52 carte e sono utilizzato soprattutto per il gioco locale della ‘cicera bigia’. Le loro dimensioni sono 43x88mm e sono le più piccole d’Italia, con una forma molto stretta che le differenzia da tutti gli altri mazzi. Il mazzo bresciano è caratterizzato da uno stile semplice con colori piatti e figure sproporzionate, che le rende affascinanti in quanto rustiche e popolari soprannomi

Tra le loro peculiarità c’è l’uso dei per alcune carte. Il fante di coppe è “Fant cagnì” o “Fant Gop”, l’asso di coppe è detto “Angiulina”, mentre il due di spade è noto anche come “Felepasensa pei” o “Figa de fer”. Nel contesto della cicera bigia, altri soprannomi come “Desbù” (dieci di denari) o “DuFì” (due di spade) arricchiscono ulteriormente l’esperienza di gioco. Grazie a questi soprannomi i giocatori bresciani possono giocare con un linguaggio tutto loro e vivere momenti di grande identità culturale.

Le carte milanesi

Arriviamo dunque alle carte milanesi, che rappresentano il vero punto d’incontro fra la tradizione e la modernità. Sono diffuse un po’ in tutta la regione (Milano, Pavia, Lodi, Varese, Lecco, Como, Sondrio). A differenza degli altri mazzi, il mazzo milanese adotta i semi francesi, ovvero cuori, quadri, fiori e picche, e questo le rende adattabili per giochi da casinò e sale internazionali come il poker e il blackjack. Il mazzo è costituito da 40 carte che hanno figure doppie e molti dettagli al loro interno. Le dimensioni sono simili a quelle bergamasche (50×94 mm) e quindi maggiori rispetto a quelle bresciane.

Ma il loro vero tratto distintivo è l’estetica raffinata e gli omaggi alla città di Milano, come ad esempio il biscione visconteo sul petto del fante di fiori, un simbolo araldico. Sono però numerosi i tratti iconografici che fungono da vero e proprio tributo alla città. Un’ulteriore curiosità riguarda il Canton Ticino, dove circola una variante delle carte milanesi conosciuta come “lombarde estero”. Questa variante è caratterizzata dalla presenza degli indici numerici e delle scritte ‘fante’, ‘regina’ e ‘re’, un dettaglio che testimonia la tendenza delle carte milanesi ad adattarsi anche a contesti che vanno oltre quello nazionale, mantenendo al contempo un forte legame con le proprie radici.

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