La giunta di Cinisello Balsamo ha approvato ieri, 27 marzo, la delibera per intitolare una piazza di Cinisello Balsamo a Sergio Ramelli, il militante di estrema destra (Fronte della Gioventù) picchiato il 13 marzo 1975 a Milano da esponenti di Avanguardia Operaia e deceduto il 29 aprile dello stesso anno.
“A pochi passi dalla sede del Comune, nel cuore della città, – recita la nota de Il Gruppo Consiliare F.lli D’italia – prenderà vita uno spazio dedicato alla sua memoria, simbolo della libertà di espressione e di lotta all’odio politico. L’inaugurazione della piazza avverrà il 29 aprile 2025, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa. La decisione di intitolare la piazza a Sergio Ramelli nasce dalla volontà di rendere omaggio a un giovane la cui vicenda ha segnato profondamente la storia italiana. Vittima della violenza politica degli anni di piombo, la sua memoria rappresenta un monito contro ogni forma di intolleranza e sopraffazione”.
Una decisione che non trova però tutti d’accordo.
L’iniziativa ha sollevato infatti diverse polemiche a sinistra: ”Non si tratta di una decisione presa all’unanimità dal Consiglio Comunale, dove la proposta non è mai pervenuta,- precisano in una nota congiunta le forze di opposizione (PD, Cinisello Balsamo Civica, Movimento 5 Stelle, Città Giusta – Sinistra per Cinisello, Alleanza Verdi-Sinistra, PSI, Italia Viva, Cittadini Protagonisti Insieme) – ma di una richiesta di Fratelli d’Italia, che ha evitato qualunque confronto pubblico e che, dopo che in Commissione Toponomastica i rappresentanti dell’opposizione si erano detti contrari, è approdata in Giunta”.
“Come partiti di centrosinistra – prosegue la nota – dichiariamo la nostra contrarietà a un’operazione politica divisiva. Gli anni di piombo hanno rappresentato un periodo terribile nella storia del nostro paese e nessuno vuole evitare di ricordare le numerose vittime che hanno perso la vita, tra cui persone comuni, militanti politici, magistrati e membri delle forze dell’ordine. Ma proprio per questo motivo, la cosa più giusta da fare sarebbe quella di dedicare un luogo a tutte le vittime dell’odio politico e del terrorismo e non strumentalizzare un giovane, barbaramente ucciso, ma diventato anche un simbolo dell’estrema destra per la sua militanza fascista, con tanto di saluto romano durante cortei e cerimonie organizzate ogni anno da movimenti neofascisti”.
Il fatto che questa proposta arrivi nell’ottantesimo Anniversario della Liberazione – conclude la nota – con la probabile cerimonia di intitolazione a pochi giorni dal 25 aprile, rende il tutto ancor più provocatorio per una città come Cinisello Balsamo che ha le sue origini profonde nella lotta al nazifascismo”.







