Proseguono le proteste di cittadini e forze politiche non vogliono il pedaggio sulla “nuova” Milano-Meda, destinata a essere inglobata nella Pedemontana. Pochi giorni fa, martedì 4 marzo, una delegazione di brianzoli e comaschi si era riunita davanti alla sede del Consiglio Regionale a Milano, per un presidio organizzato dal Pd contro il pedaggio che colpirebbe una delle arterie più trafficate dai pendolari diretti nel capoluogo lombardo.
La protesta, che ha riunito sindaci di ogni colore, ha raccolto oltre 6mila firme per dire no al pagamento del pedaggio. Si aggiungono, in queste ore, altre prese di posizione estremamente critiche nei confronti del provvedimento.
Il no del Comitato Brianza Now
“La Milano Meda a pagamento è un qualcosa di surreale – commenta il Comitato Brianza Now con Paolo Fumagalli e Arianna Lucia Bertuccelli – , dato che quel percorso è frequentato da molti operai o persone che la utilizzano per il proprio lavoro”. “I motivi dell’aumento del prezzo – prosegue la nota – sono dovuti al fatto che il tratto in questione dovrebbe essere incluso nei lavori di ingrandimento della Pedemontana”.
“È una procedura che penalizza anche gli imprenditori delle zone limitrofe e noi del comitato non possiamo che esprimere il nostro dissenso. Del resto, sono stati proprio i titolari di impresa a richiedere il nostro sostegno e a voler programmare un incontro con gli enti preposti per verificare se ci sono i margini per la modifica di questo atto decisionale.
Stiamo valutando anche una raccolta firme in tal senso”, conclude la nota.




