Arriva una sentenza del Tar destinata a creare discussioni anche perché sospende in parte un’ordinanza del Comune: un laboratorio artigianale può essere utilizzato come luogo di culto. Il Sindaco, Luigi Magistro, non nasconde la propria perplessità: “Sorpresi da questa decisione, avevamo segnalato presunto abuso edilizio e mancano ancora le certificazioni”
I fatti. Lo scorso 7 ottobre l’ufficio tecnico, su segnalazione della PL, ha effettuato un sopralluogo all’interno dei locali di proprietà di un’associazione accertando che gli stessi erano adibiti a luogo di culto. Il 22 ottobre l’associazione ha presentato una pratica edilizia in sanatoria, che è stata rigettata perché, secondo l’Ente, non forniva una rappresentazione veritiera dello stato dei luoghi. In particolare, veniva indicato un uso a “uffici” del seminterrato. È seguita un’ordinanza del Comune con la quale si intimava il ripristino dello stato originario dei luoghi, ovvero che il locale seminterrato tornasse ad avere una funzione di laboratorio artigianale. L’associazione ha presentato ricorso al Tar contro l’ordinanza del Comune e, in data 7.2.2025, ha chiesto all’Amministrazione la possibilità di utilizzare temporaneamente l’immobile per le attività connesse al Ramadan. La richiesta – secondo quanto riporta il Comune – era priva di quegli elementi necessari a poter valutare la richiesta, e che dovrebbero essere sempre allegati quando si intende utilizzare uno spazio per eventi e manifestazioni (certificazioni, integrazioni relative soprattutto alla sicurezza, rumore, accessibilità)”.
In data 25.2.25 il Tar ha deciso di sospendere l’efficacia dell’ordinanza comunale nell’attesa di valutare nel merito le ragioni delle parti. Quindi l’associazione non è più obbligata a ripristinare l’uso a laboratorio del locale seminterrato, almeno fino alla prossima camera di consiglio, convocata per l’8.4.25. Al tempo stesso però, il Tar ha ordinato all’associazione di fornire tutti i documenti richiesti dall’Amministrazione, per metterci in grado di valutare la domanda di uso temporaneo. “Documentazione che, ad oggi, – riferisce sempre il Comune – non è ancora pervenuta e che, come già detto, non entra nel merito della tipologia di evento da svolgere, ma è funzionale a valutare se sussistano le condizioni di sicurezza e di compatibilità (rumore/traffico) con le abitazioni limitrofe”.
Il sindaco Magistro ha segnalato un presunto abuso edilizio
Il Sindaco Luigi Magistro è intervenuto sulla questione dichiarando: “Siamo sempre dalla parte della legalità, sorprende che nonostante la segnalazione di presunto abuso edilizio qualcuno voglia comunque concedere la realizzazione di un luogo di preghiera. Il Comune e gli uffici hanno agito come sempre con la massima professionalità al fine di garantire il rispetto della legge e tutelare i residenti e continueremo a tenere questa linea. Siamo sorpresi dalla sentenza del Tar, ma attualmente non sussistono le condizioni tecniche necessarie a dare il via libera”.



