“Nessuno se lo fila, il Giubileo”: Monsignor Luigi Bressan, vicario episcopale per la cultura, la carità, la missione e l’azione sociale della Diocesi di Milano comincia con una provocazione il suo intervento alla presentazione sulla Mostra dei Giubilei (realizzata in occasione del Meeting di Rimini 2024), che proseguirà sino a giovedì 31 ottobre presso la Sala delle Quadrerie in Villa Ghirlanda Silva a Cinisello Balsamo. E invece è “una proposta per chiunque – secondo gli organizzatori –, un’opportunità di bene, di speranza e di perdono”. Un evento che non si rivolge solo ai fedeli, ma che è offerto a tutti gli uomini come un’occasione buona per la propria vita.
Con Nadia Righi, Direttrice del Museo Diocesano, monsignor Bressan è stato invitato dal Centro Culturale Cara Beltà che ha organizzato la Mostra dei Giubilei di concerto con il Decanato cittadino e con il supporto del Comune, per introdurre all’esperienza del Giubileo con largo anticipo rispetto all’apertura della Porta Santa, il 24 dicembre prossimo.
Nei pannelli storico-artistici è possibile cogliere la sete di misericordia che da sempre caratterizza gli uomini e come si è cercato di rispondervi lungo il corso dei secoli. Oggi, soprattutto, in questi tempi di male, come attestano anche alcuni efferati episodi di cronaca che hanno coinvolto le comunità del nostro territorio, la Chiesa propone un tempo sabbatico chiedendo: dove faccio spazio, in questa vita, all’amore che salva, così da cucire ciò che è stato strappato?
Mostra dei Giubilei: “Trovare anche in città segni di riparazione”
La pace può diventare anche una sfida culturale. La narrazione della mostra, attraverso i vari pannelli, è arricchita da opere d’arte antica e soprattutto contemporanea. Proprio la direttrice del Museo Diocesano ha commentato alcune immagini presenti nella mostra, dalla Crocifissione di Guttuso del 1942, al Figliol prodigo di De Chirico, fino ad arrivare alla lettura di alcune opere paradigmatiche, come La Madonna dei Pellegrini del Caravaggio (1604-1606), opera provocatoriamente scandalosa che richiama il mistero del cristianesimo nella sua quotidiana carnalità, tanto da utilizzare una pubblica meretrice, nelle vesti della Madonna, a far da tramite del perdono di Dio concesso agli uomini. Pellegrini che si inginocchiano al cospetto di Maria con i propri piedi laceri e sporchi per il lungo cammino.
“Trovare anche in città dei segni di riparazione” ha auspicato Alessandra Govi, Presidente di Cara Beltà.
Per chi volesse approfittare di questa occasione, ecco gli orari della mostra: 15.00-18.30,





