Mer. 17 Apr. 2024
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Cinisello Balsamo, Che Lotteria!: i 20 del MUFOCO attraverso un racconto collettivo tra arte e tradizione popolare

Un progetto artistico di arte contemporanea, dell’artista visiva Ilaria Turba, che ripercorre la storia del MUFOCO nel rapporto con la comunità cinisellese, parte attiva dell'iniziativa. Con un format totalmente insolito: la lotteria. Appuntamento domenica 25 febbraio, in occasione della due giorni del MUFOCO20FEST, per un momento di grande festa collettiva

Il Museo di Fotografia Contemporanea celebra quest’anno i suoi primi 20 anni di attività, due decenni di storia che si intrecciano profondamente con la comunità e il territorio cinisellese dove ha sede all’interno della storica Villa Ghirlanda da Silva. Fin dalla sua apertura nel 2004, il MUFOCO ha scelto di avviare un percorso partecipativo incentrato sul dialogo e sulla ricerca, invitando gli artisti a mettere in pratica le più svariate modalità di coinvolgimento del pubblico e di sperimentazione attraverso l’immagine, non solo fotografica, intesa come strumento di relazione. Ed è in questo contesto che s’inscrive l’iniziativa Che Lotteria!, un progetto artistico di arte contemporanea, dell’artista visiva Ilaria Turba, che punta a ripercorrere la storia del MUFOCO nel rapporto con la comunità cinisellese, coinvolgendo il territorio attraverso gli stessi cittadini e gli amici del Museo, che diventano così parte attiva del progetto. Con un format totalmente insolito capace di coniugare l’arte con la tradizione popolare per dare vita ad un momento di festa collettivo: la lotteria, rivisitata come modalità espositiva e performativa, rappresenta un’occasione di incontro e scambio tra le persone.

A raccontare come si è sviluppata quest’iniziativa è direttamente Ilaria Turba, artista visiva che lavora utilizzando processi partecipativi per dare forma al progetto artistico: “Quando il Museo mi ha invitata a pensare ad un evento in occasione dei suoi 20 anni ho svolto un lavoro preliminare iniziando ad incontrare le persone, in primis gli amici del MUFOCO e chi aveva già collaborato con il Museo per altri progetti, fino ad arrivare a coinvolgere moltissime realtà con l’obiettivo di conoscere e capire il territorio per elaborare insieme il tipo di evento più congeniale al contesto – spiega -. Nel corso di questi incontri si è man mano definita la natura dell’evento partendo dal bisogno emerso di avere un tempo di convivialità e di festa, un’occasione effettiva di scambio umano. Da qui l’idea della lotteria, un formato che nel mio percorso artistico ho già avuto modo di sperimentare, che diventa una sorta di grande pretesto per favorire occasioni di incontro tra le persone e nello stesso tempo avvicinarle all’arte contemporanea, intesa non come qualcosa di astratto e lontano, ma anche come strumento di riflessione”.

Oltre una cinquantina le persone incontrate, con età e storie diverse, così come i profili professionali, in modo da avere uno spaccato il più ampio possibile della comunità del territorio: “Attraverso le loro parole, ho avuto modo di capire come si è sviluppata questa città, quale sia la sua struttura sociale e come si sta trasformando nel tempo – aggiunge l’artista -. Sono anche rimasta molto colpita dal forte senso identitario che appartiene alle nuove generazioni, un aspetto che si vede in azione anche adesso nel momento della diffusione del progetto con il coinvolgimento di moltissime persone”. Un progetto partecipato che ha preso forma attraverso quattro tavoli tematici volti a definire la struttura dell’iniziativa, totalmente gratuita, che culminerà in un momento di festa collettiva in programma domenica 25 febbraio nella sede del Museo all’interno di Villa Ghirlanda, nell’ambito della due giorni – 24 e 25 febbraio – della MUFOCO20FEST.

Che Lotteria! non sarà dunque solo una performance artistica, ma un’occasione di scambio tra le persone. E in questa logica è stato pensato l’intero meccanismo dei premi, dalla loro raccolta alla ridiffusione: “Saranno dei doni che le persone mettono in palio per scambiare con altri non solo l’oggetto in sé – prosegue Ilaria Turba – ma soprattutto un messaggio che vuole essere un invito alla riflessione”, ogni premio donato infatti sarà accompagnato da un messaggio che racconterà la ragione che ha spinto a donare quell’oggetto in particolare e che cosa rappresenta, affidandolo ad una persona sconosciuta attraverso il meccanismo della lotteria. “Alla base del progetto c’è l’idea di aprire un immaginario attraverso il premio, che parli sia della persona che lo dona, ma anche del territorio”. Un oggetto, una fotografia o un disegno, diventa strumento per raccontare uno spaccato di vita. E così pian piano, grazie al passaparola ed ai 40 punti di diffusione dell’iniziativa dislocati in ogni quartiere della città, prende forma l’installazione con materiale molto eterogeneo donato dai cittadini in modo libero e personale: “Avremo premi molto simbolici, la cui forma è un pretesto per raccontare una storia, così come oggetti di affezione legati al proprio vissuto – ci anticipa l’artista -, per esempio una valigetta di cartone in miniatura donata da una signora di origine calabrese che è stata accolta a Cinisello e lascia come messaggio l’idea dell’accoglienza, da accolta ad accogliente. O ancora, un signore che ha donato una bottiglietta d’acqua con un ombrello per rappresentare una forma di cura legata all’acqua invitando ad una riflessione sul tema. Due esempi che fanno capire l’interconnessione dei premi con le storie personali, la storia di questo territorio e la natura del luogo”. Il messaggio sotteso all’iniziativa è l’idea di tornare a fare festa: “Prendersi un tempo collettivo che è un tempo altro rispetto al quotidiano – conclude l’artista -. Nel caso della lotteria c’è l’idea di vincere qualcosa di prezioso donato da altri, il cui valore risiede nel poter entrare a contatto con i messaggi, poterli ascoltare e condividere insieme in una dimensione di festa e celebrazione collettiva”.

Domenica 25 febbraio l’insieme dei doni raccolti in forma di installazione sarà esposto all’interno della Sala dei Paesaggi di Villa Ghirlanda e successivamente tutto il materiale – dai premi ai messaggi – sarà fotografato e raccolto in una sorta di archivio che verrà donato al Museo come simbolo da un lato della celebrazione dei suoi 20 anni attraverso l’immaginario della comunità del territorio e, dall’altro, come traccia per le generazioni future.

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