Mar. 27 Feb. 2024
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PMI: una gestione ottimale della liquidità passa per la pianificazione finanziaria

La gestione della liquidità attraverso la formalizzazione di una strategia di insieme, è una delle risorse più importanti per un’azienda che voglia definirsi solida.

Oggi, infatti, qualunque impresa determinata a reagire alle sfide del mercato non può prescindere da una corretta pianificazione finanziaria, un processo che tutela la redditività delle aziende facendo sì che tutte le risorse possano essere adoperate in modo più efficiente.

Pianificazione aziendale: quali benefici per le PMI

Le sfide con le quali micro imprese e PMI sono costrette ogni giorno a confrontarsi mettono costantemente a dura prova la tenuta del business.

In un mercato che non ammette incertezze, la scarsa esperienza nella gestione d’impresa, unita a un’amministrazione delle spese inadeguata, può fare incorrere in importanti rischi finanziari.

Per superare ogni difficoltà, la soluzione più immediata è quella di prevedere una pianificazione finanziaria, un processo che consente alle imprese di gestire la liquidità e avere sempre una visione completa delle entrate e delle uscite.

Tuttavia, affinché possa contribuire a prevedere e superare i periodi di crisi, una pianificazione finanziaria dev’essere strutturata in modo adeguato: è fondamentale che tenga conto dell’impresa, nonché di quelli che sono i suoi obiettivi futuri, e dell’analisi dell’andamento dei flussi finanziari nel mercato, che può avere un’influenza piuttosto importante sul conto economico aziendale.

Per questo genere di analisi può allora risultare utile rivolgersi a società di consulenza come Lex e Business Advisory, realtà specializzata nel business development che propone un servizio dinamico di pianificazione finanziaria per pmi, con il quale regolare efficacemente i flussi delle entrate e delle uscite.

La pianificazione aziendale come strumento di crescita per le imprese

Con una pianificazione finanziaria le aziende adottano nuove politiche fiscali, finalizzate da un lato a ottenere un equilibrio a breve o a lunga scadenza e dall’altro a pianificare in modo più efficiente il futuro dell’impresa. Al variare delle tempistiche di esecuzione, esistono infatti due tipologie di pianificazione finanziaria: quella a medio e a lungo termine, che traccia gli obiettivi per i successivi 3 o 5 anni, e quella a breve termine, che determina le strategia da adottare nell’anno successivo, per ogni mese, con un’attenta pianificazione del budget di cassa.

Oltre alle tempistiche, una pianificazione finanziaria dev’essere poi strutturata tenendo conto di due elementi imprescindibili per il benessere dell’impresa: il primo è l’equilibrio finanziario tra gli impegni e il capitale, che ha lo scopo di far sì che tutte le uscite previste, sia in termini di spese che di investimenti, abbiano un’adeguata copertura finanziaria; il secondo è l’equilibrio tra le entrate e le uscite, che deve essere programmato per fare in modo che l’azienda mantenga sempre una certa liquidità.

Una pianificazione finanziaria, naturalmente, consente di gestire il budget di cassa mensile in modo più efficiente. Per esempio, aiuta a coordinare scrupolosamente entrate e uscite, così da prevedere eventuali surplus o deficit, ed evitare ogni genere di criticità, anche attraverso un adeguato bilanciamento delle due voci.

Consente inoltre di avere una visione completa dei finanziamenti a cui è possibile accedere, di individuare le coperture in caso di deficit di cassa – riducendo tutti quei disequilibri che possono minare la tenuta dell’impresa – e fa sì che sia più semplice controllare la differenza tra quanto preventivato e realizzato, per assicurare una migliore programmazione dei mesi a venire.

Naturalmente, rivolgersi a una società specializzata nella pianificazione finanziaria permette di evitare ogni problematica prima che si proponga, sollevando i commercialisti da questioni non di loro competenza e sulle quali possono intervenire solo una volta che si sono verificate.

In aggiunta, queste procedure prevedono un rapporto diretto tra consulente e imprenditore, assicurando una crescita professionale che permetta al titolare di acquisire nuovi strumenti gestionali.

In questo processo è possibile infatti apprendere nozioni informatiche, manageriali e culturali, che aiutano a identificare nuove opportunità per l’azienda e a coordinare ogni processo in modo più innovativo.

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