Continuano gli atti vandalici al Parco Nord. Dopo lo sfregio alla teca di Dachau del monumento al deportato, un nuovo vergognoso gesto al Parco Nord Milano. È stata trovata una gigantesca svastica disegnata sul prato con assi delle staccionate divelte.
Il fatto è stato denunciato dalla sezione Anpi e Aned di Sesto San Giovanni attraverso un comunicato congiunto. «I familiari dei deportati e le associazioni Anpi e Aned condannano fermamente questo ennesimo atto vile ed ignobile del nazifascismo. Da parte nostra manterremo alta la nostra vigilanza a difesa della democrazia nata dalla Resistenza e dalla Deportazione, la cui eredità più preziosa è la nostra Carta Costituzionale. Nei prossimi giorni organizzeremo delle manifestazioni in loco per ribadire e condannare il nostro no al nazifascismo».
Anche Sinistra Italiana Milano e i circoli di Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Bresso condannano fermamente l’accaduto: «Una profanazione inaudita che ferisce i cittadini di Sesto, Cinisello, Bresso e Milano. Una provocazione alle città che nel Parco Nord hanno voluto dar vita a un luogo di memoria per non dimenticare la loro storia.
Solo qualche giorno fa, la teca delle pietre di Dachau, sempre vicino al Monumento al Deportato, è stata presa a picconate e rovinata. In pratica è stata violata la memoria più sacra per il territorio del Nord Milano: quella della Resistenza e dei morti nei lager, il cui sacrificio ha permesso all’Italia repubblicana di vivere in libertà, dignità e democrazia».
«Ciò è che è accaduto stamattina a Milano è grave. Si è violato un luogo di memoria, un tempio sacro che ricorda alla comunità la storia di quei luoghi e i sacrifici che hanno dato vita alla nostra Repubblica. – dichiara il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni – Se colleghiamo i fatti di oggi con quello che è successo ieri a Firenze, il quadro è inquietante: c’è chi si sente libero di poter colpire i valori fondanti della nostra democrazia sia nei monumenti che ci ricordano il passato sia davanti alle istituzioni che educano al futuro. Dobbiamo restare vigili e far sì che questo non si ripeta più».







