Pienissimo il Pertini per il “Legami che uniscono”, evento organizzato da Roselyne Ogonya, presidente AICE, African Italia Coultural exchange, che attraverso i suoi vestiti e i suoi invitati ci ha portati a conoscere da vicino la cultura africana.
Accompagnati dalla simpaticissima e vivacissima Malice Omondi, vice presidente AICE, e Issa Tallawi, un giovane colpito dalla capacità e dalla voglia di fare di Roselyne.
Il primo a intervenire è Steven Ogongo, giornalista per afronews che ha raccontato la diaspora, successivamente siamo stati immersi dalla musica suonata da Arsène Duevi, artista musicista e sperimentatore che cerca di far percepire il Mediterraneo e la cultura africana attraverso la musica. Il pubblico è stato coinvolto con la ripetizione di alcune parole, proprio come accade nei vari villaggi.
Parola poi al giovane scrittore, Aziz Sawadogo che ha presentato il suo libro “La nebbia fra di noi, io non sono nero” che spiega come l’essere di colore non dovrebbe essere motivo di cui vergognarsi, o un metro di giudizio, seguito da un breve intervento del sindaco Ghilardi, che oltre a ringraziare la giovane promessa gli chiede di portare un suo libro che potrà rimanere accessibile a tutti gli utenti del Pertini.
È il turno di Daniela Carcano, pittrice che realizza in diretta su un Canvas un soggetto, ha attirato attorno a sé veramente tutto il pubblico incuriosito da questo volto che ha deciso di chiamare “Rose”, la tecnica prevede oltre all’utilizzo dei colori acrilici coloratissime stoffe di origine africana evocatrici di gioie ed emozioni. E dopo la tela intervengono le stiliste dell’Accademia Stefano Anselmo che in pochissimi minuti hanno ricreato il trucco tribale su tre modelle.
Un’ultima esibizione musicale viene eseguita da Naby Eco Camara che con il suono del Balafon strumento tipico del Sudafrica, molto simile a uno xilofono realizzato con delle particolari canne e delle zucche che fanno da cassa di risonanza, ci ha trasportato avvicinandoci alla cultura africana, non una semplice sfilata ma una vera e propria festa!
Dopo aver visto gli stupendi abiti realizzati dalla stilista Roselyn Ogonya, accompagnati da un mix culturale di canzoni, ha presentato i suoi diversi abiti e accessori ognuno con una storia e un significato diverso. La sfilata cerca di unire le diverse culture e di raccontare insieme ai diversi ospiti la bellezza del continente africano.
Abbiamo intercettato la stilista alla fine dell’evento, visibilmente molto contenta e soddisfatta dal risultato ottenuto, e ci racconta quasi commossa “è stato per me un onore poter sfilare e poter far vedere le mie creazioni davanti a tutte queste persone! Ma se sono qui lo devo anche ai miei amici che mi hanno sempre sostenuto, oltre a quelli che sono intervenuti tengo moltissimo a ringraziare anche Barbara Bolzoni e Giorgio Taddia che fanno parte dell’associazione AICE e che hanno fatto tutte le foto, e un live shooting prima dell’inizio della sfilata. Ringrazio anche Riccardo Visentin e Daniela Maggi per la stretta collaborazione e il bel rapporto nato durante il periodo della pandemia”.







