Ven. 02 Dic. 2022
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Cinisello Balsamo: “Insegnare da noi è una sfida”. Parla la professoressa Paola Spadoni

L'ottanta per cento dei bambini non parla l'italiano come prima lingua. La scuola parte da qui: il compito di trasmettere una conoscenza necessaria per l'integrazione nella nostra società

“Insegnare nelle nostre scuole è una sfida”. Parola della professoressa Paola Spadoni, direttrice dell’Istituto Comprensivo Carlo Emanuele Buscaglia, che abbiamo intervistato al termine della visita del Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, effettuata questa mattina alla scuola Monte Ortigara di Cinisello Balsamo.

Tutto a posto per il primo suono della campanella?
Siamo arrivati appena in tempo perché le nomine del personale che mancava sono giunte solo venerdì. Abbiamo lavorato tutto il fine settimana per organizzare gli incastri nel calendario. Ora ci siamo.

Le famiglie possono quindi stare tranquille per l’avvio del nuovo anno scolastico?
L’avvio è regolare. Avevamo definito comunque una prima settimana di tempo ridotto che è funzionale anche per i bambini. Settimana prossima parte il tempo pieno: 40 ore.

Oggi avete accolto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana…
Lo abbiamo saputo settimana scorsa. Per noi un po’ di apprensione per questa visita, ma ci siamo organizzati. E’ stata una visita importante, lo abbiamo accolto a nome di tutte le scuole della nostra Regione.

Parliamo di questa scuola. Ha una sua caratteristica particolare?
Noi qui accogliamo il mondo. Per noi è una ricchezza, ma è anche una sfida perché questi bambini rappresentano il futuro della Lombardia. Le famiglie che ci mandano i loro figli si fermano nel nostro Paese e quindi fanno già parte del nostro tessuto sociale. La stragrande maggioranza di questi bambini è nata in Italia, spesso da famiglie che non hanno ancora la cittadinanza italiana. Consideriamo che in una scuola dell’infanzia l’80 per cento ha queste caratteristiche: l’italiano non è la prima lingua. La scuola ha quindi anche il compito di trasmettere la conoscenza dell’italiano a questi piccoli. Abbiamo sicuramente necessità di offrire un servizio dedicato a loro che vanno aiutati. Sono arrivate risorse e aiuti, ma la scuola potrebbe comunque fare di più, ad esempio inventarsi progetti specifici di sostegno e aiuto per questi alunni.

 

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