Dom. 24 Ott. 2021
HomeAttualitàIncidente monopattino: si attende la perizia

Incidente monopattino: si attende la perizia

Il ragazzo morto nell'incidente accaduto a Sesto San Giovanni frequentava anche l'oratorio. Don Emanuele, parroco di San Carlo: "Lo ricordo come un giovane entusiasta della vita, spensierato e gioioso"

Il giorno dopo la tragedia che è costata la vita al 13enne Fabio Mosca, morto in seguito alla violenta caduta dal monopattino elettrico di un amico, la Polizia Locale è ancora al lavoro sul luogo del tragico incidente per completare i rilievi.

Sarà la perizia a stabilire definitivamente l’esatta dinamica e le cause dell’incidente, ma dai primi riscontri, nei quali sono state utili anche le immagini riprese dalle telecamere della zona, sembrerebbe trattarsi di una tragica fatalità.

Una tragica fatalità

Fabio era al parchetto 9 Novembre, a pochi metri da casa, in compagnia di amici, quando avrebbe chiesto a uno di loro di provare il monopattino elettrico. Data la sua età non avrebbe dovuto nemmeno salire a bordo del mezzo – l’uso dei monopattini elettrici è previsto dai 14 anni in su, con obbligo di casco fino ai 18 -, ma la voglia di provarlo ha avuto la meglio. Avrebbe dovuto essere solo un breve giro per divertimento, imboccando la ciclabile che corre lungo viale Gramsci costeggiando la stazione in direzione di Monza.

Forse la velocità elevata e il timore di perdere il controllo lo portano a frenare, la gomma che tocca il cordolo del marciapiede con il ragazzo ancora a bordo del monopattino, poi una torsione, la ruota che si punta, il monopattino che va lateralmente e porta il giovanissimo Fabio a cadere violentemente di nuca sull’asfalto. Una caduta che purtroppo gli è stata fatale.

Dalle prime ipotesi il monopattino era stato potenziato

Il mezzo, che dalle prime ipotesi sembrerebbe d’importazione asiatica e potenziato, quindi in grado di raggiungere una velocità di ben 110km/h, è stato posto sotto sequestro. Ora la Procura di Monza che coordina le indagini dovrà accertare se fosse a norma e dovrà inoltre stabilire se sussistono responsabilità di altre persone. Esclusa dal Procuratore della Repubblica di Monza, Claudio Gittardi, la presenza di maggiorenni al momento dell’incidente, ipotesi che era circolata nelle ore immediatamente successive all’accaduto.

Il parroco don Emanuele: “Lo ricordo come un giovane entusiasta della vita, spensierato e gioioso”

Una tragedia che ha scosso l’intera città e il quartiere Restellone dove Fabio abitava con la sua famiglia. Il ragazzo era molto conosciuto nella zona, frequentava la scuola secondaria Einaudi di via Boccaccio, a pochi passi dalla sua abitazione, dove tra una manciata di giorni avrebbe iniziato insieme ai suoi compagni l’ultimo anno. Un ragazzo solare che amava condividere i momenti liberi con gli amici dell’oratorio San Carlo che ha frequentato fino a quando la pandemia non ha bloccato tutte le attività. Il parroco don Emanuele Maria Beretta, lo ricorda come un giovane entusiasta della vita, spensierato e gioioso: “È un dramma che ha scosso tutti – commenta – Oggi è il momento del silenzio. L’invito alla comunità è quello di stringersi in preghiera attorno alla famiglia”.

MONOPATTINI ELETTRICI: LE REGOLE PER GUIDARLI 

ARTICOLI CORRELATI