Mer. 21 Feb. 2024
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Sesto, La Fabbrica contro la giunta: “Scontro di civiltà quotidiano”

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – “Stupisce e preoccupa vedere che chi dovrebbe governare Sesto pensa che lo si possa fare mettendo in atto una sorta di ‘scontro di civiltà’ quotidiano”. Si inserisce nel dibattito sestese anche La Fabbrica, associazione legata al mondo della Sinistra; Lella Brambilla ha inviato una piccata nota che critica fortemente la politica messa in atto da Di Stefano e dalla sua giunta, soprattutto in materia di accoglienza e di dialogo con la comunità islamica.

“Ultimo episodio in ordine di tempo è la vicenda che riguarda il negato permesso al Centro culturale islamico per la tradizionale Festa del Sacrificio al PalaSesto, in cui risulta chiaro che si è cercato il cavillo burocratico per mettere in atto una precisa volontà politica”, si legge nel comunicato.

“Non stupisce questo atteggiamento in esponenti dell’attuale amministrazione che non hanno mai nascosto le loro culture politiche legate a fascismo e autoritarismo (ancora ben riassunte dal motto Dio, Patria e Famiglia che funziona ormai anche per la patria padana) e in Forza Italia, partito del sindaco Di Stefano, che dalla sua nascita ha sempre ricercato alleanze con la destra anche radicale. Stupisce un po’ di più che queste posizioni siano accettate in silenzio da quella parte non certo minoritaria della maggioranza che si rifà a Sesto nel cuore. Sono questi i valori della tanto propagandata Sesto civica? Cacciare i senza tetto, insultare le associazioni, negare gli spazi di incontro e dialogo?”, continua la Brambilla.

“Vorremmo ricordare al sindaco Di Stefano che chi vince le elezioni non prende in ostaggio una città quasi a volerne lo scalpo, ma si assume l’onore di governare che significa in primo luogo rispetto, attenzione e cura per il tessuto dei rapporti umani e sociali e la capacità di ricercare composizioni positive dei conflitti e soluzioni condivise dei problemi. Se invece si vuole giocare alla guerra, almeno si abbia la decenza di togliersi la fascia tricolore”, la chiosa de La Fabbrica.

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