Mar. 05 Lug. 2022
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Ospedale Sesto, chiude odontoiatria. La Chittò scrive al direttore generale Odinolfi

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – All’ospedale di Sesto San Giovanni ha chiuso il servizio di odontoiatria. Si trattava di un servizio molto sfruttato dalla cittadinanza e la conferma arriva dalle proteste e dalle critiche che si sono levate da più parti, a Sesto.

E’ intervenuto anche il primo cittadino, Monica Chittò, che ha scritto al dottor Odinolfi, direttore generale dell’azienda ospedaliera Nordmilano. “Le scrivo per portare alla sua attenzione, così come già fatto lo scorso 29 maggio, una situazione riguardante la città di Sesto San Giovanni, per la quale mi sento di esprimere viva preoccupazione. Dalle segnalazioni di alcuni cittadini, ed al nostro successivo confronto, abbiamo appreso che il servizio di odontoiatria di viale Matteotti ha cessato la propria attività a partire da oggi. Di certo non compete a noi entrare nel merito delle ragioni che hanno condotto alla scelta della sua azienda di risolvere il contratto con i gestori del servizio, e altrettanto bene sappiamo che la competenza in merito a questo servizio riguarda il governo di Regione Lombardia”.

“Ritengo però necessario porre due questioni rispetto alle quali desidero che la Asst decida tenendo presente le esigenze dei miei concittadini – aggiunge la Chittò -. La prima riguarda gli utenti che sono oggi in carico al servizio di odontoiatria, per i quali, come abbiamo già avuto modo di condividere, il proseguimento delle cure deve essere garantito e portato a termine. La seconda questione riguarda il futuro del servizio: ritengo infatti che sul territorio della nostra città il servizio di odontoiatria, debba essere preservato e garantito anche per il futuro. Per questo sollecito lei e i vertici di Regione Lombardia a poter organizzare sul territorio di Sesto un servizio pubblico di qualità poiché le scelte passate di esternalizzazione dei servizi che come lei sa sono state oggetto di indagini giudiziarie, vengono oggi pagate a caro prezzo dai cittadini sestesi”.

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