[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – L’ex colonia di Marina di Bibbona, sarà sicuramente al centro dei temi della prossima campagna elettorale. Da troppi anni è stata abbandonata a se stessa, trasformata in albergo e gestita da una cooperativa che non ha certo lavorato per valorizzarla, ma piuttosto l’ha lasciata scivolare nel degrado. Un patrimonio che rischia di diventare pesantissimo per il Comune di Sesto San Giovanni che ne è proprietario e che da questa struttura fino ad oggi ha incassato un canone di circa 20.000 euro l’anno, spendendone 60.000 per la sola Ici versata al Comune di Bibbona (Toscana). L’altra sera la Lista Civica Sesto nel Cuore ha cercato di rompere questo clima di immobilismo e di indecisione lanciando una proposta: la creazione di una fondazione per la gestione della struttura a fini sociali. Il progetto, per il vero non inedito, è stato presentato in un dibattito pubblico moderato da Maurizio Torresani, presidente dell’associazione culturale Sesto nel Cuore.
“Attraverso infatti la creazione di una fondazione il privato riesce a coniugare produttività e guadagni con la missione sociale della proprietà con l’occhio speciale alle disabilità – spiegano gli organizzatori dell’incontro -, agli anziani e ai bambini. Elementi questi di un terzo settore qualificato, realmente al servizio della collettività e che non gioca al ribasso”.
A dare un quadro d’insieme della proposta sono stati l’avvocatessa Chiara Bernardini, il notaio Pietro Fabiano e l’imprenditore Francesco Gaviraghi, intervenuti per spiegare tecnicamente come arrivare a questa soluzione. “Questo è un progetto che chiede la volontà politica di un’amministrazione autorevole”, ha affermato Gianpaolo Caponi, capogruppo della Lista Civica sesto nel Cuore. Il compito di presentare i dati non certo brillanti dell’attuale gestione della ex colonia è stato affidato alla consigliera Angela Tittaferrante.
“Abbiamo lanciato un dibattito che vuole essere costruttivo e non fumoso – conclude Caponi -, supportato dal merito di tanti cittadini che mettono a disposizione la loro professionalità per salvare un patrimonio non solo immobiliare ma anche “sociale” della nostra città”.
Lo scorso inverno, l’amministrazione comunale ha presentato una perizia che ha evidenziato forti carenze e situazioni di degrado per questa struttura che comunque continua a ospitare migliaia di persone ogni anno. C’è una corrente di pensiero che vorrebbe la vendita della struttura dopo che sia stata rimessa in regola e valorizzata. Altri, invece, vorrebbero il recupero e la valorizzazione da parte del Comune per salvaguardare il valore storico di questa struttura nella quale molti sestesi hanno trascorso le loro vacanze da giovani.




