Mar. 16 Apr. 2024
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Pendolari, al via le adesioni per la class action contro Trenord

[textmarker color=”E63631″]NORDMILANO[/textmarker] – Quattro mesi di tempo per raccogliere le adesioni dei pendolari e tornare nuovamente davanti al giudice. Prosegue la class action contro Trenord promossa da Altroconsumo per chiedere il risarcimento dei danni causati dai disservizi che nel dicembre 2012 paralizzarono il sistema ferroviario regionale per oltre una settimana. A marzo, infatti, la Corte d’Appello di Milano ha giudicato ammissibile l’azione di classe dopo che lo scorso autunno il Tribunale di Milano ne aveva sancito l’inammissibilità. A fine maggio sono scattati i 120 giorni di tempo a disposizione di Altroconsumo per raccogliere e depositare le adesioni dei pendolari che vorranno partecipare alla class action e chiedere i danni. Risarcimento che l’associazione dei consumatori ha stimato nel rimborso dell’abbonamento del mese di dicembre 2012 di altre tre mensilità. Sono state raccolte già oltre 10mila preadesioni, ma secondo i calcoli di Altroconsumo potrebbero essere circa 700mila i pendolari lombardi coinvolti nel caos ferroviario di un anno e mezzo fa che potrebbero farsi avanti.

“La raccolta delle adesioni formali è già partita. Stiamo ricontattando tutti i pendolari che nei mesi scorsi hanno sottoscritto la preadesione per raccogliere nuovamente i loro dati e la copia del loro abbonamento settimanale, mensile o annuale di Trenord relativo al dicembre 2012”, spiega Marco Stucchi, l’avvocato di Altroconsumo che sta seguendo la class action. “Anche chi non ha compilato la preadesione in passato può partecipare all’azione di classe compilando il modulo che si trova sul sito di Altroconsumo. L’adesione alla class action – specifica Stucchi – è gratuita e aperta a tutti i pendolari, anche a chi non è socio di Altroconsumo”.

A causare i ritardi e le cancellazioni dei treni, che tra il 9 e il 19 dicembre 2012 lasciarono a piedi migliaia di pendolari, fu il malfunzionamento di un nuovo sistema di gestione dei turni dei macchinisti installato da Trenord. “Alla società vengono imputate svariate inadempienze. Per prima cosa – prosegue Stucchi – Trenord installò il software lo stesso giorno dell’introduzione dell’orario invernale e non si rese conto del suo pessimo funzionamento. Poi, ci sono i treni in ritardo e cancellati, la mancata informazione e assistenza ai passeggeri, che aspettavano al gelo sulle banchine, senza informazione, arrivando tardi al lavoro e dovendo usufruire di permessi. Infine, Trenord non seppe intervenire tempestivamente per porre fine al disagio, ma lasciò trascorrere più di una settimana”. Una situazione di caos che coinvolse anche le centinaia di passeggeri del Nord Milano che ogni mattina raggiungono il capoluogo da Paderno, Cusano e Cormano. Da parte sua, nel febbraio 2013 Trenord ha rimborsato i viaggiatori con il bonus previsto dal Contratto di Servizio stipulato con la Regione in caso di ritardi e offrendo la possibilità, per un certo periodo, di viaggiare gratis nei fine settimana. Rimborso considerato da Altroconsumo, “irrisorio e insufficiente” rispetto ai disagi subiti.

“La strada è ancora lunga, ma l’ammissibilità da parte della Corte d’Appello rappresenta un passo avanti importante. Il valore di una class action – aggiunge Stucchi – è dare maggior forza alla richiesta di riconoscimento di un diritto che, molto probabilmente, il singolo cittadino da solo avrebbe difficoltà a veder tutelato”. Un precedente importante che potrebbe fare scuola: “La Corte d’Appello ha colto in pieno la natura e gli scopi della class action, dando un futuro a questo importante strumento di tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti. Una class action accessibile e praticabile – conclude Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo – è indispensabile per garantire la fiducia dei cittadini, per responsabilizzare le aziende e per migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi. Compresi quelli di trasporto locale, dove i diritti di migliaia di pendolari sono quotidianamente calpestati”.

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