Mar. 06 Dic. 2022
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Una rete di 10 imprese dietro gli affari di Greganti per la Città della salute

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] Sarebbero almeno 10 le imprese collegate alla “cupola” di Frigerio e Greganti che avrebbero cercato di mettere le mani sulla Città della Salute. Una decina di imprese di livello nazionale avrebbero avuto collegamenti con il sodalizio Frigerio-Cattozzo-Greganti-Grillo, con l’obiettivo di aggiudicarsi gli appalti da 323 milioni di euro per il progetto “Città della Salute”, il grande polo sanitario, ancora da realizzare, sulle aree ex Falck di Sesto San Giovanni. Questi elementi emergono dall’informativa della Guardia di Finanza nella quale spunta anche una e-mail indirizzata all’ex funzionario del Pci Primo Greganti con un “accordo preliminare” tra le società interessate alla gara.

Dall’informativa della Gdf di Milano si legge che una cooperativa collagata Greganti, del torinese, sarebbe stata anche “interessata alla realizzazione della Città della Salute” e “agli appalti” di Sogin, società pubblica che si occupa di smaltimento di scorie nucleari.

Nell’annotazione della sezione pg della Finanza del 29 dicembre 2013 compaiono, tra l’altro, una serie di intercettazioni nelle quali il “Compagno G” parla con il rappresentante legale della cooperativa attiva dal ’92 e che opera nei settori delle costruzioni, della “produzione di energia elettrica” e nella “rimozione di amianto”. Secondo la Gdf, “avrebbe partecipato” anche a un incontro, il 20 dicembre 2013, con Greganti e con l’allora manager di Expo 2015 spa, Angelo Paris, finito in carcere.

I finanzieri scrivono che la coop  “assume rilevanza con riferimento a buona parte delle vicende attenzionate” dai pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio. Pur “non essendo palesemente ricompresa nel raggruppamento di imprese” che vinse l’appalto per la “Piastra”, ha “svolto dei lavori nel sito di Expo 2015, verosimilmente in qualità di consorziata del Consorzio Veneto Cooperativo” che era nel gruppo di imprese che si aggiudicò la gara per l’Expo.

Intanto il sindaco Monica Chittò per tentare di uscire dalle sabbie mobile di questa ennesima tangentopoli sestese, chiede un’unica regia, per realizzare Expo e la Città della salute e della ricerca, in legalità e trasparenza. “Cantone si occupi anche di noi”, ha chiesto il sindaco a Maroni e Renzi. Sabato il governatore Roberto Maroni ha indicato proprio nel presidente dell’autorità anti corruzione l’uomo giusto anche per la Città della Salute. Si vedrà nei prossimi giorni se dalle parole si passerà ai fatti. Intanto rimane l’inquietudine di questo ennesimo affare sporco giocato sul suolo sestese.

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