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Si può parlare di concorrenza tra veicoli elettrici e a idrogeno per la mobilità sostenibile del futuro?

Idrogeno o elettrico? Questo è il dilemma. Scopriamo insieme quale sarà il futuro prossimo della ecosostenibilità a quattro ruote con questo approfondimento

La mobilità cambierà rapidamente nei prossimi decenni. Le auto a emissioni zero monopolizzeranno il mercato, ed è qui che sorge la possibile concorrenza tra due differenti tipologie di veicoli.

Il veicolo elettrico e il veicolo a idrogeno si basano su due tecnologie con lo stesso obiettivo, ovvero la mobilità sostenibile e rispettosa dell’ambiente, per essere i grandi protagonisti dei prossimi decenni. Entrambi hanno i loro vantaggi e svantaggi, le loro peculiarità e uno sviluppo diverso. Forse tra qualche anno sostituiranno il binomio tra diesel e super degli ultimi decenni.

I dati di vendita di veicoli alternativi non smettono di migliorare e si apprezza che il consumatore scommetta sempre di più sulle nuove tecnologie. Durante il primo trimestre del 2022, una vendita su tre è stata di un’auto a emissioni zero o basse, il 35% della quota di mercato.

Con trazione, motore e manutenzione differenti (scopri di più sul significato spia dell’olio), le due differenti auto del futuro sembrano prendere due strade del tutto separate, ma è davvero così?

Come funzionano le due tecnologie?

La differenza principale è che i veicoli elettrici hanno una batteria – Battery Electric Vehicle -(BEV), mentre quelli a idrogeno utilizzano celle a combustibile – Fuel Cell Electric Vehicle -(FCEV).

Il veicolo a idrogeno, invece di caricarsi collegandolo alla rete elettrica, genera elettricità a bordo grazie a una reazione chimica. Cioè, non viene ricaricato attraverso una presa elettrica, ma è dotato di serbatoi che mescolano idrogeno con ossigeno per creare la forza motrice.

Questa miscelazione avviene in una cella a combustibile. che genera elettricità e acqua. L’energia risultante viene immagazzinata nelle batterie per alimentare il motore, mentre l’acqua rimanente viene scaricata come vapore dal tubo di scarico.

I veicoli elettrici invece funzionano con un motore che ottiene energia dalle batterie ricaricabili installate nell’auto.

Rifornimento e autonomia

Il rifornimento di un veicolo a idrogeno avviene in modo simile al carburante attuale, quindi il tempo non supera mai 3-5 minuti. La ricarica elettrica dal canto suo continua a fare i passi per essere ogni giorno più veloce, consentendo ricariche complete in soli 20 minuti, che però possono influire a lungo andare sulle prestazioni delle batterie.

 

 

Anche in termini di autonomia i due mezzi differiscono. Quelli a idrogeno hanno una maggiore possibilità di chilometraggio, simile a quelli a benzina, come ad esempio la Toyota Mirai (fino a 650 chilometri) o la Hyundai Nexo (666 km).

Quelli elettrici hanno un’autonomia più limitata, che cambia molto a seconda del modello, anche se è uno dei temi su cui il settore investe di più in ricerca e sviluppo, con risultati tangibili anno dopo anno.

Qual è lo stato attuale delle due tipologie di veicolo?

Un’altra grande differenza è nello sviluppo di ciascuna delle tecnologie. Le auto elettriche sono da anni un impegno deciso da parte del settore automobilistico mondiale, con una grande varietà di versioni e modelli, mentre le auto a idrogeno hanno ancora pochissima produzione, e la maggior parte dei brand non ha ancora deciso di investire in questo tipo di energia.

Le stazioni e i punti di ricarica per i veicoli elettrici non smettono di crescere in in tutta Europa, mentre ad oggi sono pochissimi i punti di rifornimento in cui è possibile fare un pieno di idrogeno.

La mancanza di punti di ricarica è uno dei maggiori ostacoli alla diffusione dei veicoli elettrici nel continente; questa problematica è in cima all’agenda dei principali governi europei, con un piano di sviluppo nazionale e comunitario che punta alla crescita esponenziale del settore entro pochi anni.

Fattore economico

Anche l’aspetto economico deve essere preso in considerazione quando si analizzano le differenze tra una tecnologia e l’altra. Ad oggi infatti spicca il prezzo elevato dei modelli a idrogeno, dovuto al numero esiguo degli esemplari disponibili sul mercato. Ad esempio, sia la Toyota Mirai che la Hyundai Nexo superano quasi sempre i 70.000 euro con allestimenti base.

Secondo uno studio dell’OCU e della European Climate Foundation, attualmente un’auto elettrica è la più economica se si approfitta degli incentivi statali ed europei, dopo aver analizzato i costi totali dell’utilizzo di diversi tipi di auto.

Il costo totale dell’auto elettrica ammonta a 56.000 euro in 11 anni di utilizzo, contro gli 89.000 di un’auto a idrogeno

Entrambe le tecnologie hanno l’etichetta Zero Emissions della DGT, il che significa grandi vantaggi sia nell’acquisto che nell’uso quotidiano. Gli automobilisti che scelgono di acquistare questi veicoli dovranno pagare l’IVA al 21%, ma saranno esentati dal pagamento della tassa di immatricolazione, che ha tariffe diverse a seconda dei grammi per chilometro di CO2.

Sostegno europeo

La Commissione Europea vuole installare almeno una stazione di ricarica dell’idrogeno ogni 150 chilometri di strada entro il 2030 della rete TEN-T dei collegamenti europei, e se ne prevede lo sviluppo anche in altri settori come il trasporto marittimo, ferroviario o aereo.

Insomma, l’auto elettrica e ad idrogeno sono due tecnologie diverse che in futuro potrebbero coesistere, insieme ad altre fonti energetiche. Sebbene l’elettrico sia in vantaggio, l’idrogeno è la scelta preferita per il trasporto pesante, e potrebbe essere un’opzione vantaggiosa per il futuro per tutto il settore automotive, visto che lo sviluppo di questa tecnologia sta suscitando un enorme interesse nelle case automobilistiche, nei governi nazionali e soprattutto negli automobilisti.

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