Sab. 13 Lug. 2024
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Digitalizzazione della PA: la Lombardia avanza, ma lentamente

Negli ultimi anni, i processi di digitalizzazione hanno rappresentato uno dei principali macro-trend globali, influenzando profondamente tutti i settori, inclusa la Pubblica Amministrazione (PA). I risultati della recente indagine Istat sulle ICT nelle Pubbliche Amministrazioni offrono a tal proposito uno spaccato interessante su come il processo di digitalizzazione si stia evolvendo in Italia, con notevoli differenze regionali e una Lombardia che, pur proseguendo in questo percorso, non corre come ci si aspetterebbe. Ecco alcuni dei dati più interessanti riportati nello studio.

Progresso e disparità regionali

La digitalizzazione nella PA italiana sta avanzando, ma con notevoli differenze tra le varie regioni. È questo il primo aspetto che balza agli occhi guardando al recente report pubblicato dall’Istat: in Lombardia, ad esempio, il 21,7% dei Comuni dispone di uffici e servizi di informatica autonomi, un miglioramento significativo contro il 15% del 2018, ma il dato rimane inferiore rispetto ad altre regioni come la Toscana (40%) e la Sicilia (45%).

Nonostante i progressi del settore pubblico lombarda, un’ampia maggioranza di Comuni della regione (circa 8 su 10) non ha infatti ancora sviluppato una propria struttura ICT autonoma, restando indietro rispetto a un progresso che diventa ormai imprescindibile. L’uso del digitale, d’altronde, non va più visto solo come un’opportunità per il settore privato, che per esempio ha visto esplodere iniziative legate al commercio e all’intrattenimento, non ultima la diffusione di giochi come le slot online che hanno cambiato radicalmente il modo di intendere il divertimento, portando su PC e smartphone un gioco tradizionalmente legato alla dimensione fisica in una versione nuova e più accessibile. Per gli uffici pubblici, l’uso della rete e del digitale in genere rappresenta infatti un passo obbligato per rendere più efficienti gli uffici, ma anche per tagliare costi e tempi della burocrazia, avvicinando i cittadini ai vari servizi.

Passi avanti nella formazione del personale

Un aspetto positivo della digitalizzazione nella PA è l’aumento della formazione ICT del personale. Nel 2018, solo il 18,3% del personale aveva infatti partecipato ad attività formative ICT, mentre nel 2022 questa percentuale è salita al 25,2%. Anche in questo caso, esistono delle eccellenze regionali: la Provincia autonoma di Bolzano ha raggiunto il 60% di personale già formato, mentre l’Emilia Romagna si attesta al 36%.

Il dato risulta particolarmente interessante perché quest’incremento risulta fondamentale per garantire che il personale della PA sia adeguatamente preparato per utilizzare le nuove tecnologie e migliorare l’efficienza dei servizi pubblici. Migliorare le infrastrutture ma non avere personale adeguatamente istruito sarebbe, d’altronde, come avere un’auto da corsa ma non saperla mettere in moto.

Il fenomeno smart working

Nella valutazione dei dati relativi all’adozione di strumenti digitali nella PA, non si può non guardare anche al fenomeno dello smart working negli uffici pubblici. Il trend, che tanto ha colpito negli ultimi anni le imprese private, non ha infatti risparmiato i dipendenti pubblici, che sempre più spesso si avvalgono delle nuove tecnologie per lavorare a distanza.

Nel 2018, solo il 9,1% dei Comuni aveva dotato i propri dipendenti di computer portatili, percentuale salita al 26,3% nel 2022, con un contestuale significativo aumento degli strumenti per le videoconferenze, a tutto vantaggio della una maggiore flessibilità lavorativa, della riduzione dei costi e dell’efficientamento dei servizi al cittadino.

Connessione internet: un tallone d’Achille

Nonostante i progressi in altri settori, però, bisogna anche rilevare come la velocità di connessione internet rimanga un’area problematica per molti Comuni. Nel 2018, solo il 4,1% dei Comuni aveva una connessione di almeno 1 Gbit/s; nel 2022, questa percentuale è cresciuta ma si è fermata al 7,9%, creando un ostacolo significativo per l’efficienza e l’efficacia dei servizi digitali offerti ai cittadini.

La maggiore digitalizzazione delle PA si traduce, come detto, in un miglioramento dei servizi ai cittadini, ma anche in questo caso con risultati ancora limitati. Solo il 27,2% dei Comuni, per esempio, ha attivato servizi di prenotazione online degli appuntamenti con gli uffici, mentre il 45,5% consente l’accesso via web agli atti. Inoltre, solo il 31,7% dei Comuni offre la possibilità di ricevere messaggi e notifiche riguardanti scadenze e comunicazioni importanti, numeri che indicano che, sebbene ci siano stati progressi, molto rimane ancora da fare per sfruttare appieno le potenzialità della digitalizzazione.

Un ultimo aspetto fondamentale della digitalizzazione è poi quello che riguarda la nomina di un responsabile per la transizione digitale. Circa il 76% dei Comuni della Lombardia ha già nominato un responsabile, spesso in unione con altri enti, mentre il 23,7% dei Comuni non ha ancora effettuato questa nomina, evidenziando la necessità di accelerare il processo per garantire una gestione efficace della transizione digitale.

 

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